Una zona costiera collocata ad una latitudine compresa tra il Tropico del Cancro e l´Equatore. Acque calde, clima monsonico: un ambiente molto simile a quello degli attuali Carabi. E poi specie animali rarissime: vertebrati di cinque metri di lunghezza, sauri marini e pesci tra cui esemplari spesso unici. Non è la sceneggiatura di un nuovo film di Steven Spielberg, ma qualcosa di simile a come doveva essere il nostro territorio circa 250 milioni di anni fa.
Una ricostruzione resa possibile dall´eccezionale stato di conservazione dei reperti fossili presenti in un´area a cavallo tra Italia e Svizzera che interessa cinque comuni della Provincia di Varese e nove del Mendrisiotto. Un punto di riferimento importantissimo per chi si occupa di paleontologia tanto che la parte svizzera del Monte San Giorgio è dal 2003 Patrimonio dell´UNESCO. Fatto da spingere l´Amministrazione di Porto Ceresio, di concerto con quella di Viggiù, ente capofila, e con i Comuni di Besano, Clivio e Saltrio a mettersi in lizza per entrare a far parte della prestigiosa lista.
Le motivazioni della candidatura sono state presentate questa mattina a Porto Ceresio nell´ambito di un´affollata conferenza stampa alla quale hanno preso parte, oltre che i Sindaci e diversi rappresentanti istituzionali dei Comuni coinvolti, i senatori Maria Agostina Pellegatta e Carlo Fontana, rispettivamente vicepresidente e membro della 7° Commissione del Senato per i Beni culturali, e Roberto Aragno, prefetto della Provincia di Varese.
«A differenza di altri siti paleontologici noti a livello mondiale che presentano un unico livello fossilifero principale - ha sottolineato Silvio Renesto, docente di Paleontologia all´Università degli Studi dell´Insubria - sui monti insubri affiorano almeno cinque livelli fossiliferi distinti, ognuno contenente più di una associazione fossile. Questo permette di studiare, sull´arco di 15 milioni di anni, l´evoluzione di determinati gruppi di organismi, tra cui pesci, rettili marini e affascinati invertebrati». Si tratta di una continuità temporale tale da non esistere altrove e da giustificare lo sforzo delle Amministrazioni varesine per far annoverare l´area tra i siti patrimonio mondiale dell´Umanità.
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L'Italia è al primo posto per numero di siti nominati nella classifica mondiale dell'UNESCO, l´Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Si tratta di luoghi specifici eletti dopo un lungo iter che vengono sottoposti ad un particolare programma di tutela e conservazione. Il programma è stato fondato con la Convenzione per la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, adottata dalla Conferenza generale dell'UNESCO il 16 novembre 1972.
Ad oggi la lista comprende un totale di 830 siti (644 beni culturali, 162 naturali e 24 misti) presenti in 138 Nazioni del mondo. E' l'Italia la nazione a detenere il maggior numero di patrimoni dell'umanità. In particolare, sono 41 le località del Bel Paese che ne fanno parte. 40 per motivazioni di carattere culturale e 1, le Isole Eolie, per ragioni di tipo naturalistico. Dal 2003 anche il Sacro Monte di Varese, insieme agli altri otto Sacri Monti di Piemonte e Lombardia (Varallo, Crea, Orta-San Giulio, Oropa, Biella, Griffa, Belmonte, Domodossola e Ossuccio) ha ottenuto l´importante riconoscimento. Per quanto riguarda il Canton Ticino sono due i siti UNESCO: i tre Castelli e la cinta muraria di Bellinzona e il Monte San Giorgio. Quest´ultimo è iscritto dal 2003, mentre i vicini Monti Orsa e Pravello sono in attesa del prestigioso riconoscimento.
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