Roma - ''Quale Fanum Voltumnae? Dallo scavo di Orvieto io penso che sia venuta fuori la Tomba di un Lucumone, una sorta di magistrato supremo che tra gli etruschi deteneva il potere''. A mettere in dubbio che nelle viscere della spianata di Campo della Fiera, gli archeologi di Macerata abbiano trovato il santuario federale delle dodici città etrusche, una sorta di ´Vaticano´, in cui ogni anno i capi politici e religiosi si riunivano in concilio è Omero Bordo, un vero esperto sul campo di reperti etruschi, che a Tarquinia ha messo su 'Etruscopolis', ricostruendo in una cava tombe dipinte e il plastico dell'antica città, una vera opera d'arte realizzata con le sue mani.
''Escludo che si tratti del fanum - spiega l´esperto - per due motivi precisi. Il primo riguarda la collocazione del reperto: infatti, se gli etruschi avessero dovuto costruire un luogo del genere l'avrebbero fatto in una delle due citta' più importanti della Lega, Tarquinia, che vantava più di 100mila abitanti, o Volterra´´. ´´L'altro motivo per cui diffido di questo ritrovamento – argomenta - riguarda gli altri reperti trovati vicino. Si tratta di tombe. E' necessario ricordare che per il popolo etrusco il 'sonno eterno' era sacro, figurarsi quindi se andavano a costruirci vicino un luogo di caos e di potere''.
''Il 'Fanum' - continua Bordo - era il luogo in cui gli etruschi si riunivano in 'concilium', una specie di tribuna elettorale dove venivano presentati i candidati tra i quali scegliere colui che avrebbe dovuto assumere il comando. Questo tipo di 'santuario' in realtà esiste in quasi tutte le cittadine della Lega, non dobbiamo dimenticarci che, se possibile, sono stati proprio gli etruschi a realizzare il concetto di 'federalismo'''.
''Il ritrovamento di cui si parla, potrebbe essere semplicemente la tomba di un 'lucumone', una specie di re etrusco, o della sua famiglia. Naturalmente queste sono solo mie supposizioni - aggiunge - ma sono sicuro di ciò che dico, ho dedicato la mia vita agli etruschi, non solo con studi, ma scavando sotto terra a contatto con quella che un tempo fu la loro realtà''.
'Purtroppo - sottolinea Bordo - non è possibile imparare tutto dai libri, è necessaria una buona dose di esperienze sul 'campo', prima di fare rivelazioni sensazionalistiche. Inoltre, le mie posizioni sono avallate anche dalla forza economica che città come Tarquinia o Volterra avevano all'interno della Lega etrusca, per la forte presenza di saline nel territorio, una fonte di grandissima ricchezza nell'antichità. In ogni modo – taglia corto l´esperto - come dico sempre, chi ha fatto questi ritrovamenti non c'era al tempo degli etruschi, quindi cosa succedesse allora non lo sa nessuno''.
''Dopo sei anni di scavi e di ricerche, il dipartimento di scienze archeologiche e storiche dell'antichità dell'università di Macerata è sicuro di aver individuato ai piedi di Orvieto, nella spianata di Campo della Fiera, il fantomatico Fanum Voltumnae, cioè il santuario federale (Fanum significa luogo sacro, concetto ben più ampio d'un singolo tempio) delle dodici citta' etrusche, una sorta di Vaticano, in cui ogni anno i capi politici e religiosi della Lega etrusca si riunivano in 'concilium', un evento a cui partecipavano migliaia di persone''. E' questa la straordinaria scoperta archeologica riportata in un articolo del 'Corriere della Sera', in cui viene raccontata l'importanza del ritrovamento e ascoltato il direttore degli scavi.
Gli scavi erano cominciati nel 2000, come riporta il quotidiano, su un'area di proprietà dell'Opera del Duomo di Orvieto, che l'ha concessa per vent'anni al comune per permettere le ricerche. Il direttore dello scavo, la professoressa Simonetta Stopponi, ordinario di etruscologia e archeologia italica a Macerata, dice: ''Le caratteristiche di un grande santuario, di quel preciso santuario, ci sono tutte. L'ampiezza dell'area complessiva - continua il direttore degli scavi - la sistemazione urbanistica con i pozzi e le fontane, la presenza di un edificio templare e di una zona sacra molto articolata, la continuita' dell'uso religioso del luogo che parte dal VI secolo avanti Cristo e prosegue addirittura fino al XV secolo dopo Cristo, i resti di attività cultuali come gli ex voto in bronzo del II secolo a.C. e i frammenti di piccoli vasi attici di eccellente fattura del VI-V secolo a.C. che poi venivano distrutti e quindi seppelliti per tradizione dopo l'uso''.
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