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7 Marzo 2006 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Falacrine, recuperata preziosa spilla di 1700 anni fa
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A guardarla così, ricoperta di fango, di ossido e di scorie sembrava un piccolo ammasso di metallo e terra da conservare fra altri reperti mischiati nella cassetta di raccolta da analizzare successivamente con calma in laboratorio. Immaginabile la sorpresa del restauratore quando, man mano che procedeva nella sua opera, si è reso conto di avere fra le mani un prezioso gioiello antico, una spilla d'epoca romana risalente ai primi secoli dell'impero, probabilmente, dice la dottoressa Helen Patterson, tra il terzo ed il quarto. Il pezzo proviene dagli scavi della necropoli di Falacrine effettuati nella piana lungo la via Salaria in località Pallottini lo scorso agosto. Si tratta di una sorta di medaglia dalle dimensioni di circa sei centimetri di diametro con il fronte finemente lavorato di cui abbiamo avuto un'anticipazione. «Nel Reatino non ne sono state trovate in alcun posto di simili dice la Patterson e questo la rende per ora unica, soprattutto per la sua finissima lavorazione». Disponiamo della fotografia che riproduce l'oggetto ingrandito di cento volte, ma non siamo stati autorizzati a pubblicarla poiché l'argomento sarà oggetto di una relazione che il professor Filippo Coarelli dell'Università di Perugia, l'archeologo che da anni segue i lavori di scavo presso Cittareale, terrà nel prossimo mese di maggio ad un convegno presso l'università La Sapienza di Roma. Possiamo parlarne però, e questo ci consente di descrivere la preziosa spilla. Al centro del tondo due giovani, uomo-donna, finemente incisi e delineati a bassorilievo sul metallo, all'interno di un cerchio, danzano uno rivolto verso l'altra, a piedi nudi sopra due rami di arbusto, forse alloro o felce, la ragazza è a braccia levate mentre il giovane si destreggia con un velo o una sciarpa quasi volesse disegnare nell'aria un messaggio propiziatorio. Sul bordo verso l'esterno sono scritte le parole ASSAT SANA ROMANUS, nostra interpretazione, precisiamo, che potrebbe significare 'il romano cuoce le cose giuste-sane'. E trattandosi di un oggetto femminile ci piace pensare che trattandosi di un dono ricevuto dal proprio amato il messaggio possa aver avuto un significato personale. Per quanto concerne i festeggiamenti dei duemila anni dalla nascita dell'imperatore romano Tito Flavio Vespasiano, primo della dinastia dei Flavi avvenuta, lo ricordiamo a Falacrine il 9 d.C., il Comune di Roma ha ratificato il programma presentato dal Comitato dei festeggiamenti per il bimillenario presieduto dal professor Coarelli. Si tratta di una serie di manifestazioni che si terranno nella capitale, fra le più importanti risaltano per la loro importanza un convegno ed una mostra allestiti all'interno del Colosseo.