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2 Febbraio 2006 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Iscrizione imperiale nascosta da una rete
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San Felice Circeo - La recente installazione delle reti di contenimento per prevenire i pericoli dovuti a piccoli movimenti franosi, ha coperto l´iscrizione di età imperiale presente lungo la moderna via del Faro che ripercorre l´antica strada in direzione della Valle Caduta e di Vasca Moresca, all´altezza della cosiddetta Valle del Demonio, nel punto dove la parete rocciosa precipita verso il mare. Fu scolpita nel taglio vivo della roccia, tra la metà e la fine del I secolo a.C. e ricorda il «promontorio di Venere» con la dicitura «Ad promuntur(ium) Veneris public(um) Circeiens(ium) usq(ue) ad marem a termino... LXXX long(itudo) ped(um) p(lus) m(inus) DCCXXV».

L´attuale tracciato di via del Faro, fu progettato durante gli anni ´50, ma prima ancora, durante la bonifica, erano state apportate delle modifiche che hanno falsato e compromesso la prospettiva dell´iscrizione che in precedenza doveva trovarsi ad altezza d´uomo.

L´iscrizione, incorniciata in una tabella a timpano, ricorda l´esistenza di una strada che si dirigeva verso il promontorio di Venere passando attraverso una zona demaniale che si estendeva probabilmente fino al mare.

Il testo purtroppo abraso in più punti pone problemi di interpretazione oltre che il problema della contaminazione della figura di Circe con quella di Venere, cosa ancora più evidente se si considerano i caratteri stilistici della testa cosiddetta di Circe, conservata al Museo Nazionale Romano e rinvenuta per caso nel 1928 da un giovane pastore di San Felice, Luigi Tassini detto Picchiettino, fortemente influenzati dai tipi di Venere-Afrodite. Un´altra iscrizione conservata nel casale sulla via Appia a Mesa di Pontinia, ricorda di un restauro effettuato sotto Caracalla nell´anno 213 d.C., da Servio Calpurnio Domizio Destro, all´altare di «Circe Santissima». Forse una parte del promontorio era dedicato a Circe mentre un´altra parte era dedicato a Venere. Purtroppo non è dato saperlo con certezza.

Questo importante pezzo di storia dell´antica Circeii ora è stato coperto con una rete a maglie larghe che però non permette di vedere l´iscrizione al di sotto, che già prima era di difficile individuazione.

Forse, a detta di molti cittadini, in quel punto si sarebbe potuta tagliare la rete e lasciare un piccolo rettangolo che, avrebbe anche valorizzato l´iscrizione stessa e contemporaneamente si sarebbe dovuta restaurare.

Eppure nel 1952 il Ministero della Pubblica Istruzione allora responsabile del patrimonio archeologico, aveva dichiarato l´iscrizione di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1089 del primo giugno 1939 e l´aveva sottoposta a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa. Il decreto era stato notificato all´allora segretario comunale Francesco Guarino, il 10 ottobre 1952. Forse i responsabili dei lavori di ingabbiamento del promontorio non sapevano dell´esistenza di questo vincolo e forse, cosa ancor più grave, non sapevano neanche dell´esistenza dell´iscrizione in quel punto del promontorio del Circeo.

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