La Villa imperiale di Adriano a Tivoli è un´inesauribile miniera di tesori artistici nascosti. Ultimo nel tempo è lo straordinario rinvenimento operato nel corso degli scavi archeologici, finanziati con fondi Arcus dai ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e dei Beni e le Attività Culturali e condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. "Abbiamo finanziato 3 milioni e 250 mila euro per gli scavi, il recupero e il restauro di Villa Adriana - ha asserito Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti - coprendo anche i lavori per il biennio 2005 - 2006. Questi straordinari ritrovamenti confermano quanto sia stato opportuno investire risorse per il recupero del patrimonio archeologico del nostro Paese, un patrimonio che sembra inesauribile. Attraverso Arcus, finanziamo gli scavi archeologici e il recupero del patrimonio storico e culturale del Paese con il 3% del valore delle opere della Legge Obiettivo. Le Opere Strategiche che stiamo realizzando sono, cioè, al servizio non solo del futuro del Paese ma anche del passato perché ci consentono di riportare alla luce reperti di valore inestimabile". Gli interventi, i cui lavori sono iniziati da novembre 2005, riguardano un'area molto vasta; il progetto ha uno scopo ardito: predisporre lungo l´estensione del complesso della "Palestra" un itinerario turistico ben attrezzato. Tale complesso é situato verso il margine della residenza imperiale e precisamente in quella che l´imperatore chiamò "Valle di Tempe" per rendere omaggio ad un luogo che lo aveva affascinato durante i suoi viaggi in Grecia (d´altra parte tutti gli edifici della Villa sono ispirati a ciò che Adriano vide durante i suoi spostamenti). Per raggiungere il predetto obiettivo si intende: ampliare di ca. il 30% l´area visibile oggigiorno e intervenire sia sul terreno circostante (vegetazione) che sugli edifici costituenti il complesso. Ma veniamo all´ultima sensazionale scoperta.
All'interno del cosiddetto complesso della "Palestra" (sei edifici collegati fra loro ma attualmente quasi del tutto interrati), è stato rinvenuto un propileo ovvero una scala monumentale di accesso alla Villa. Composta da una doppia rampa su cui si innalzano bellissimi pilastri con rivestimento marmoreo di vari colori, che recavano al centro due sontuose colonne, la scala, abbastanza ben conservata, è larga otto metri e mezzo e si innalza per ca. quattro metri. Dopo il ritrovamento sono iniziati i lavori di scavo per il suo recupero completo e per la sua messa in sicurezza dalle intemperie. Si pensa che, una volta recuperata, potrà nuovamente essere utilizzata quale via di accesso a Villa Adriana e quindi potrà svolgere di nuovo il servizio per il quale fu progettata e realizzata intorno al 125 - 130 d.C. Come se non bastasse ad aggiungere sorpresa a sorpresa è stato il rinvenimento anche di una colossale statua in marmo: una magnifica sfinge lunga ca. tre metri, situata a fianco del lato destro della scala e perfettamente integra sul suo basamento. Gli esperti stanno vagliando attentamente la statua per scoprire se si tratta di un´opera realizzata da uno dei tanti scultori romani che lavoravano presso Adriano o se invece è di provenienza egizia il che aumenterebbe il valore del pezzo essendo la sua datazione più remota.. Frammenti in marmo bianco, riconducibili tra l´altro ad una maschera teatrale ed ad una statua di atleta, sono stati riportati alla luce nella terra di scavo.
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