Il Faraone Tutankhamen beveva il vino rosso, sostiene un ricercatore che ha analizzato sedimenti disidratati trovati nella sua tomba.
Maria Rosa Guasch-Jane ha brevemente riferito nei giorni scorsi al British Museum, di avere inventato un procedimento che offre agli archeologi il modo di scoprire il colore dei vini antichi.
La Guasch-Jane ha anche scoperto che il vino più pregiato dell´antico Egitto, il shedeh, era fatto dall´uva nera.
Bottiglie di vino risalenti al tempo di Tutankhamen erano accuratamente etichettate con il nome del prodotto, il tempo del raccolto, la fonte ed il produttore, ha spiegato la Guasch-Jane, ma non era mai specificato il colore del vino.
Diversi indizi avevano condotto gli scienziati a ritenere che il vino dovesse essere rosso: nelle pitture relative alla pigiatura dell´uva, i grappoli erano rossi e viola, per esempio. Ma non si era potuto appurare il colore del vino di Re Tut, fino a che la Guasch-Jane ha ideato il procedimento che rivela un componente della colorazione del vino rosso che non si trova nel vino bianco, ed è chiamato acido siringico.
Per testare il suo metodo, la Guasch-Jane ha grattato residui di vino dalle giare di proprietà del British Museum e dal Museo Egizio del Cairo. Due di esse provenivano dalla tomba di Re Tut. La produzione si datava al 5400 a.C., secondo l´archeologo molecolare Patrick McGovern, che scoprì le prime tracce conosciute di residui d´uva nel nord dell´Iran nel 1994.
L´uva non è originaria dell´Egitto, spiega McGovern. Gli scienziati ritengono che il primo vino scoperto in Egitto - nella tomba del Re Scorpione e risalente al 3125 a.C., - fu prodotto in Giordania e trasportato per 800 km a dorso d´asino e via barca verso l´Egitto. Solo in seguito, probabilmente, l´Egitto iniziò una coltivazione locale della vite.
I ricercatori spiegano che gli antichi re e membri della nobiltà egizi bevevano vino regolarmente, ma le persone comuni lo consumavano solo durante feste ed occasioni speciali, come ad esempio celebrazioni religiose in favore degli dei. I re erano seppelliti con giare di vino e cibo simile a quelli che consumavano da vivi.
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