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16 Febbraio 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Corinaldo? C´era già ai tempi dei romani
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E' un periodo particolarmente fruttuoso per diversi comuni dell' hinterland senigalliese che vedono affiorare, dalle recenti campagne di esplorazione archeologica, reperti e ritrovamenti davvero preziosi.

Gli scavi della quinta campagna archeologica a Madonna del Piano di Corinaldo hanno portato alla luce, sotto la chiesa di Santa Maria in Portuno, i resti di un tempio Paleocristiano appartenente alla fase più antica del sito. «Sono riconducibili - afferma il direttore degli scavi Giuseppe Lepore del Dipartimento di archeologia dell'Università di Bologna - al V secolo, contemporanei quindi alla decadenza di Suasa e sicura testimonianza della diffusione del Cristianesimo nella valle». Ma non si tratta del solo importante rinvenimento. «Nelle vicinanze - continua Lepore - nel corso di lavori di scavo in una cava di ghiaia, è affiorata una necropoli di età romana. Oltre al valore artistico, è interessante l'ipotesi di un insediamento abitativo nella zona molto anteriore alla supposta origine medievale di Corinaldo».

E intanto sono appena stati avviati i lavori a Ostra Vetere, anche questi a cura della Soprintendenza Archeologica delle Marche, che prevedono, in un primo momento, sondaggi col metodo stratigrafico sull'area del teatro, la sola rilevata dell'antica città romana. Di pari interesse, nel centro urbano di Barbara, il ritrovamento di alcuni pregiati reperti. Durante lo scavo su un pozzo sono emersi un calice in vetro soffiato e un boccale, entrambi di proprietà, probabilmente, dei D'Aragona, nobile famiglia del XV secolo.

E a Castelleone di Suasa, terminata la seconda fase del progetto di valorizzazione dell'area di Pian Volpello, appaiono ambiziosi i progetti dell'Amministrazione. «Ci proponiamo - illustra il sindaco Giovanni Biagetti - di rendere fruibile al pubblico la "Casa del Tappatino", di proprietà della Soprintendenza dei Beni Archeologici delle Marche e di dotarla di un piccolo ristorante con camere, perché l'obiettivo primario resta sempre il potenziamento della zona e del turismo archeologico».