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1 Settembre 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Non distruggete le fornaci romane
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Fano Intellettuali, professionisti, imprenditori e residenti hanno firmato un appello per salvare il complesso di antiche fornaci romane, nella zona pianeggiante a Caminate. La richiesta del vincolo archeologico è il frutto di una riunione organizzativa, nella serata di lunedì scorso, che sembra preludere alla nascita di un comitato. I reperti sono emersi da una cava di ghiaia e ora si sta ampliando il fronte d'opinione che vorrebbe evitarne la fine ingloriosa: sminuzzati dalle ruspe, dopo essere stati catalogati a futura memoria.

Secondo l'appello, le fornaci sono «un'importante testimonianza storica della basilare attività produttiva, legata all'edilizia e all'artigianato romani». L'Amministrazione comunale è dunque sollecitata a chiedere il vincolo alla soprintendenza anconetana. Solo in questo modo si garantirebbero «la salvaguardia e gli interventi per valorizzare i reperti già affiorati», senza dimenticare quei siti che potrebbero risultare da ulteriori scavi archeologici. Dove c'erano fornaci, infatti, di solito c'erano anche ville o fattorie piuttosto estese.

Valorizzare i reperti dell'epoca romana, che si estendono vicino alla sponda destra del fiume Metauro per circa un ettaro, significa anche valorizzare l'area sud del territorio fanese e «in particolare la frazione di Caminate», dove finora sono arrivate solo cave, una centrale del gas e, a poca distanza, anche la discarica comunale.

Firmano l'appello tre associazioni: Argonauta, Archeoclub (rappresentata da Giuseppe Budassi) e Pro loco, di cui è presidente Luca Fabbri. Nell'elenco, fra gli altri, anche gli storici Franco Battistelli e Luciano De Sanctis, il docente universitario Paolo Bonetti, l'imprenditore Carlo Moschini. Completano le adesioni iniziali Germano Aghemo, Mariangela Furlani, Cristina Giorgioni, Giorgio Giorgioni, Clara Lionello, Gianluca Malipiero, Adriana Serra, Gianelio Sora e Lucilla Tonucci.

Fin dall'affiorare delle fornaci e della vicina strada rurale, alcuni abitanti della zona hanno coltivato la speranza di realizzare un giardino archeologico, una tappa del percorso sulle antiche fornaci a Fano. Altri analoghi reperti di età rinascimentale, infatti, sono stati ritrovati anche in via Fanella e in viale Gramsci. Al momento sono due gli aspetti contrastanti con il progetto: l'interesse della società estrattrice, che ne ricaverebbe un danno economico considerevole, e le risorse non trascurabili per scavo, restauro e manutenzione del sito archeologico a Caminate.