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31 Agosto 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Gli scavi svelano i primi segreti di Falacrine
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Sarà come fare un salto indietro di almeno duemila anni oggi a Cittareale: alle 18.30 di questa sera, in piazza Santa Maria o, se il tempo sarà inclemente, nell´aula consiliare, saranno presentati i risultati dell´attività di scavo eseguita da una ventina di archeologi che hanno riportato alla luce le prime testimonianze di Falacrine, l´antico Vicus Phalacrinae. L´abitato romano, definito modicus da Strabone e indicato nella celeberrima Tabula Peutingeriana e nell´itinerario Antonino, deve la sua notorietà al fatto che nel 9 d.C. diede i natali all´imperatore romano Tito Flavio Vespasiano, primo della dinastia dei Flavi. Alla tavola rotonda, presieduta dal sindaco Pierluigi Feliciangeli, interverranno la dottoressa Giovanna Alvino, ispettrice della Soprintendenza archeologica del Lazio, la dottoressa Helen Patterson archeologa della British School di Roma ed il professor Filippo Coarelli dell´Università di Perugia.

Ultimo giorno di lavoro quindi per la prima campagna di scavi, durata quattro settimane e realizzata per individuare la città romana di Falacrine. I tecnici hanno scavato in località Pallottini ed hanno trovato importanti e numerose testimonianze dell´antica città: la necropoli e tante tombe che vanno dal II al V secolo d.C., diversi elementi architettonici di buona fattura, capitelli, cornici e paraste, parecchi metri di manufatti murari, una imponente colonna e alcune fondamenta. Da queste caratteristiche gli esperti ipotizzano di aver individuato un edificio pubblico di grandi dimensioni che probabilmente si affacciava direttamente sulla Salaria o comunque sull´area prospiciente. Altri reperti sono stati portati alla luce: si tratta di un gran numero di monete di epoche diverse, dalla repubblicana al tardo impero, vasellame d´arredo e d´uso comune.