Ricercatori a Barcellona, in Spagna, dicono di avere scoperto un fossile relativamente completo di una delle prime grandi scimmie, la categoria che include gli esseri umani. Un rapporto pubblicato sul numero odierno della rivista Science descrive la nuova specie, Pierolapithecus catalaunicas, che visse tra 12.5 e 13 milioni di anni or sono.
Le scimmie antropomorfe si staccarono dalle scimmie approssimativamente all´inizio del Miocene, attorno a 25 milioni di anni or sono.
In un momento imprecisato, circa 19 milioni di anni or sono, le grandi scimmie antropomorfe divisero la loro strada da quella delle scimmie minori, un gruppo che include i moderni gibboni. Dozzine di specie di grandi scimmie vissero durante il Miocene, ma solo gli umani, gli scimpanzé, i gorilla e gli orangutan sono riusciti a giungere sino a noi.
Il fossile include parte di un cranio che ha un volto piuttosto allungato, come anche altre ossa che mostrano le fattezze tipiche delle grandi scimmie. Per esempio, l´osso delle costole fortemente incurvato, indica che il Pierolapithecus avesse un petto piuttosto ampio e piatto e che le sue scapole si trovassero sulla schiena piuttosto che ai lati del petto, come nelle scimmie. Queste fattezze, insieme ad una congiuntura flessibile del polso, si ritiene lo aiutassero a dondolare dai rami. Malgrado lo specimen abbia dita corte simili a quella delle scimmie, l´autore della scoperta, Salvador Moyà-Solà dell´Istituto di Paleontologia M.Crusafont, ed i suoi colleghi, propongono che dita lunghe come quelle delle grandi scimmie antropomorfe possano essersi sviluppate in tempi successivi. Come le grandi scimmie moderne, nel Pierolapithecus la parte inferiore del dorso era corta e rigida, ad indicare una postura eretta.
I resti si datano al tempo in cui le grandi scimmie asiatiche, rappresentate oggi dall´orangutan, si separarono dal ramo africano delle grandi scimmie che in seguito avrebbero generato i gorilla, gli scimpanzé e gli umani. Gli autori suggeriscono che il loro specimen sia piuttosto vicino a quello degli antenati comuni di entrambe i rami.
David Begun dell´Università di Toronto, un paleoantropologo non affiliato alla nuova scoperta, sospetta che il Pierolapithecus possa di fatto essersi sviluppato lungo il ramo Africano. Ma sottolinea che, poiché il fossile proviene da un periodo di tempo così prossimo alla divergenza, le differenze tra i rami sarebbero davvero minime. Begun ha dichiarato: "Ad ogni modo, attraverso il Pierolapithecus, otteniamo uno sguardo, di come dovesse apparire l´antenato comune di tutte le grandi scimmie antropomorfe, malgrado si collochi in effetti in prossimità della biforcazione delle specie."
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