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26 Luglio 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Roma, un gigante al Foro: la testa di Costantino
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La vedremo dopodomani, da vicino e ripulita dal terriccio che la ricopre. Era incistata in una cloaca nella zona di confine tra il Foro di Traiano e quello di Augusto. Di grandi dimensioni, alta oltre sessanta centimetri, rivela il sembiate (il professore Eugenio La Rocca non ha avuto esitazioni) dell´imperatore Costantino. Risale, con ogni probabilità, all´epoca della famosa battaglia del ponte Milvio (312 d.C.), che vide di fronte Costantino e Massenzio, e la vittoria schiacciante del primo.

Si tratta della testa imperiale in marmo bianco di Carrara che lo scavo sistematico dei Fori ha appena restituito a Roma e a quanti continuano a credere nella possibilità di arrivare, in zona, a tesori inediti. L´eccezionale ritrovamento smentisce infatti, una volta di più, gli studiosi che hanno criticato le ricerche in atto nel complesso archeologico da undici anni a questa parte, sostenendo che dai Fori si sarebbe già appreso tutto il possibile. È la prima volta, inoltre, che si giunge alla testimonianza di una statua di notevoli dimensioni raffigurante un imperatore del periodo tardo antico.

L´area del ritrovamento, riportata alla luce dal fondatore dell´archeologia moderna, Johann Joaquim Winckelmann, nel 1756, è tornata oggetto di scavo grazie alla spinta, concretamente sostenuta da adeguati finanziamenti, dell´assessorato alle Politiche culturali del Comune, retto da Gianni Borgna. E non a caso il sindaco Veltroni, dopodomani, proprio con Borgna presenterà il reperto urbi et orbi. «Una soddisfazione immensa commenta l´Assessore . In undici anni, cioè da quando si cominciò a lavorare nel Foro di Nerva, i Fori non sono stati avari con chi li ha giudicati uno scrigno ancora capace di celare dei gioielli. Tra le scoperte più recenti, ricordiamo la statua del guerriero Dacio, che avrebbe fatto parte di un complesso monumentale più ampio, e i marmi pregiati riportati alla luce sul pavimento della Basilica Ulpia. Tornando alla testa di Costantino, ci siamo chiesti come sia finita nel condotto fognario, il principale del Foro: per una damnatio memoriae, ipotizzano gli esperti, o nascosta da chissà chi, per chissà quali motivi. Ravvisare il sembiante dell´imperatore è stato facile perché la scultura assomiglia moltissimo al Costantino dei Musei Capitolini».

Il prezioso reperto, in buono stato di conservazione, si pensa sia stato ottenuto dalla lavorazione di un ritratto imperiale precedente. Dobbiamo ai depositi fangosi e agli scarichi di materiale ceramico di età medievale che hanno imprigionato la cloaca, se ritorna a noi quasi intatto. Assodato che non cadde nella fogna, bensì vi fu introdotto, bisogna davvero pensare al calo di popolarità patito nel 326 d.C. da Costantino, cristiano, in una Roma ancora largamente pagana. Oppure, all´uso di spurgare le fogne trascinandovi a forza oggetti di mole massiccia. Comunque sia, il Foro continua ad offrire la traccia giusta a chi sostiene che rinserri, e possa rivelare agli archeologi che continuano a scavarlo, altre sculture di grandi dimensioni, sempre relative agli imperatori e ai membri della loro famiglia. E Roma non fa che rispondere all´imperativo virgiliano del pacisque imponere morem, parcere subiectis et debellare superbos.