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26 Luglio 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Eccezionale ritrovamento in Bulgaria
tempo di lettura previsto 5 min. circa

La notizia è di quelle che fanno sognare: in Bulgaria, a meno di 300 km a est di Sofia, gli archeologi hanno trovato una splendida tomba di un re degli antichi Traci, uno dei popoli più interessanti e ricchi di mistero dell´Antichità. Una tomba che risale al IV secolo prima di Cristo, ricca di ori, argenti, bronzi e vasellame di gran classe. Una scoperta bellissima che sposa riti barbarici (assieme al re sono state trovate le ossa dei suoi cavalli e dei cani da caccia preferiti) con gusti ellenici, come ellenico è il rython, vaso a testa di animale, che è emerso dagli scavi. Una tomba anomala per come è costruita, diversa da quelle degli altri monarchi traci ritrovate fino a oggi. Ma ecco arrivare una notizia perlomeno sorprendente. Secondo gli scavatori la tomba sarebbe nientemeno che quella del mitico re di Tracia, Orfeo, il più grande musicista dell´antichità, colui che seppe vincere persino la morte per riportare in vita la sua amata moglie Euridice.

Speriamo che la notizia venga ben presto smentita, dal momento che: a) Orfeo è un personaggio mitico e non reale e che soprattutto b) Orfeo, ammesso che sia mai esistito, risalirebbe perlomeno al VI secolo prima di Cristo ma probabilmente a una data ancora molto anteriore. Ora va bene essere re mitici ma essere sepolto in una tomba del IV secolo a.C. essendo vissuto almeno due secoli prima è un po´ troppo.

Ma deve essere la stagione dei ritrovamenti delle tombe di personaggi mitici. Mesi fa la Bbc annunciò che archeologi britannici avevano scoperto in Iraq nientemeno che la tomba del mitico re Gilgamesh, il monarca del quarto millennio avanti Cristo che avrebbe sfidato gli dei e conosciuto Ut Napishtim, che poi non è altro che il Noè mesopotamico. E adesso, voilà, la tomba del mitico Orfeo.

Quello che è probabile è che il re sepolto si sia richiamato, nel suo desiderio di immortalità, al mitico cantore trace. Già perché Orfeo fu per gli Antichi, e lo fu fino a che il cristianesimo non spazzò via la classicità con i suoi splendidi miti, il simbolo della vittoria sulla morte. Lo fu anche per la sua biografia personale e per i misteri che a lui si ispirarono e che durarono oltre un millennio.

Ma chi era Orfeo? Secondo la mitologia classica egli fu figlio del re di Tracia Eagro e della musa della poesia epica Calliope. Egli, figlio di tanta madre, fu il più grande poeta e musicista (all´epoca le due cose erano quasi sinonime, visto che i poeti si accompagnavano quasi fossero cantautori con la lira). Fu lo stesso dio della musica, Apollo, a donargli la lira e furono le sue ziette, nientemeno che le nove Muse, a insegnargli a suonare, a cantare e a comporre versi.

Orfeo non era solo il più grande musicista e poeta dell´epoca, fu anche un eroe, tanto da accompagnare la spedizione di Giasone e degli Argonauti alla cerca del famoso Vello d´oro della Colchide. Al ritorno decise di mettere la testa a partito e si sposò con la bellissima Euridice.

Fu un matrimonio felice e pieno d´amore fino a che un brutto giorno la sposina, che si aggirava lungo il fiume Peneo, incontrò un bruto che cercò di abusare di lei; nel fuggire Euridice mise il piede su una serpe velenosa che la morse, uccidendola.

Orfeo, inconsolabile, decise di tentare il tutto per tutto, armato solo della sua lira prese la strada oscura dell´Ade. Sulla porta, a sbarrargli il passo, incontrò Caronte e il cane a tre teste, Cerbero. Ma il suo canto valse ad ammorbidire anche i due spietati guardiani che gli cedettero il passo. Pieno di speranza Orfeo giunse fino al trono di Plutone, il re del mondo dei morti. E lì, ancora una volta, il suo canto e la sua musica fecero il miracolo. Il re senza pietà gli concesse di poter tornare alla dorata luce del sole con la sua amata Euridice. Ad un patto, però, che mai Orfeo si voltasse a guardare la moglie fino a che non fossero stati fuori dalle porte degli Inferi.

Seguendo il canto di Orfeo, Euridice iniziò a risalire, ma, e i due erano quasi fuori dell´Averno, a Orfeo parve di non sentire più il passo dell´amata. Non resistette e si voltò. Fu un attimo e il corpo della bella Euridice si scompose in una gelida nebbia.

Da quel momento Orfeo dedicò se stesso alla salvezza degli uomini, istituendo i misteri (orfici, appunto) che avrebbero loro garantito la vita eterna anche dell´Aldilà. Fu forse per aver rivelato questi misteri, forse per uno sgarbo fatto al dio Dioniso, che le menadi, le donne che costituivano l´ebbro corteo di Dioniso, lo sbranarono. Il suo corpo venne seppellito ai piedi del monte Olimpo, là dove, si dice, gli usignoli cantino meglio che in qualsiasi altra parte del mondo, proprio grazie alla sepoltura di Orfeo.

Ma morto Orfeo i suoi misteri sopravvissero: «Tu troverai nella casa dell´Ade una fonte che scorre dal lago di Mnemosine, custodita da guardiani. E tu dirai loro: "Sono figlio della Terra e del Cielo stellato, la sete mi arde, datemi da bere", e tu berrai di quell´acqua e regnerai con gli eroi». Questo sta scritto in una laminetta orfica d´oro che proviene da Petelia in Magna Grecia e questo credevano coloro che furono iniziati ai misteri di Orfeo.

E la Tracia alimenterà altri miti, come quello del Cavaliere trace, il combattente eroico e immortale, destinato a dar vita a san Giorgio.

Ora trovare la tomba del vero Orfeo sarebbe come trovare le stalle del Cavaliere trace, giustapporre il mito alla realtà. Una cosa impossibile fin dai tempi di Orfeo.