Quando il passato riaffiora così prepotentemente ha sempre un qualcosa di magico. E' la sensazione provata ieri mattina, quando il mosaico scoperto circa un anno fa sotto l'ex Supercinema, si è mostrato in tutta la sua bellezza. I lavori, iniziati diversi mesi per la costruzione di una nuova palazzina, hanno portato alla luce una delle opere musive più importanti ritrovate ad Ascoli, dopo quelle delle tre case nell'area del Palazzo di giustizia e quelle vicino al Battistero. Il mosaico, o per meglio dire parte di questo, è posto ad un metro sotto l'attuale livello della strada ed ha una dimensione di quattro metri per sette circa. I tasselli bianchi (in marmo probabilmente Trani o Ischia) e neri (tipo arenaria) formano un bellissimo gioco di forme geometriche e un motivo floreale. Qualche tentativo di "restauro" c'è stato in epoche lontane ma non si è potuto risalire alla data precisa. «Dopo quelli del Palazzo di giustizia è sicuramente il più organico. ha spiegato Maria Cecilia Profumo, archeologo della sopraintendenza archeologica per le Marche Il mosaico risale al primo secolo dopo Cristo e appartiene, quindi, all'età augustea. Quasi sicuramente era il pavimento della sala soggiorno di un palazzo signorile. Sono state rinvenute anche altre tracce di mosaici, di minore estensione, in alcune stanze attigue e sono stati appositamente conservati». Il mosaico farà parte dell'androne, per accedere ai box auto, del futuro palazzo e le parti meglio conservate saranno poste sotto un pannello trasparente. «E' stata una bella sorpresa ha detto Francesco Gaspari, titolare dell'impresa All'inizio, seguendo la traccia di un muro, avevamo trovato solo qualche tassello, poi abbiamo proseguito con gli archeologi scavando quasi a mano». I lavori, che finiranno tra un anno, hanno subito un ritardo di tre mesi con il costo aggiuntivo di circa trentamila euro. «Il mosaico ha detto l'architetto Valerio Borzacchini potrà essere visto da tutti coloro che lo desiderano anche se lo spazio non è pubblico». I lavori sono stati curati da Mara Miritello, Chiara Speranza, Federica Savarese, Luca Speranza e Daniela Menchini della "A.b.c Snc di Mara Miritello" mentre il restauro è stato fatto dalla "Cooperativa mosaicisti di Ravenna". Nella foto accanto un pezzo del mosaico e, nel riquadro, Cecilia Profumo, Francesco Gaspari e Valerio Borzacchini.
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