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28 Giugno 2005 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Un embolo uccise Gesù sulla croce?
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Gerusalemme – Gesù potrebbe essere morto per un embolo che raggiunse i suoi polmoni, sostiene un medico sfidando la concezione popolare secondo cui morì di asfissia ed emorragia durante la crocifissione.

Il Dr. Benjamin Brenner, ricercatore del Rambam Medical Center della città portuale israeliana di Haifa, ha dichiarato di avere divulgato la sua recente teoria per richiamare l´attenzione sull´embolia polmonare, un problema potenzialmente fatale se associato a viaggi aerei di lunga distanza.

"E´ noto che la causa più comune di morte in caso di trauma multiplo, immobilizzazione e disidratazione è l´embolia polmonare" ha dichiarato Brenner sulla Rivista di Trombosi ed Emostasi. "Ciò corrisponde alla situazione di Gesù, ed effettivamente è la più probabile causa di morte della vittima di una crocifissione."

Un´embolia polmonare si origina quando un grumo di sangue viaggia fino ai polmoni, solitamente a partire dalla gamba, causando un´acuta mancanza di fiato e dolore al petto. E´ frequentemente fatale.

Brenner basa la sua comprensione della condizione di Gesù al tempo della sua morte su un articolo del 1986 pubblicato sulla rivista dell´Associazione Medica Americana, con riferimenti al Nuovo Testamento e alle fonti religiose contemporanee.

Questo articolo evidenzia come prima della crocifissione, Gesù trascorse 12 ore senza cibo o acqua, in condizioni di pesante stress emotivo, percosso e costretto a raggiungere il sito della crocifissione portando i pesanti pali della croce sulla quale sarebbe poi stato inchiodato. Era stato anche flagellato dai soldati romani, con copiosa perdita di sangue.

Secondo Brenner gli autori dell´articolo potrebbero avere omesso di contemplare la possibilità dell´embolo perché ancora non ben compresa. "Il campo della coagulazione del sangue ha attraversato drammatici cambiamenti negli ultimi 20 anni" ha scritto.

Ma il dr. William D. Edwards, co-autore dell´articolo originale, contesta la teoria di Brenner, dicendo di essere stato ben consapevole degli effetti dell´embolia polmonare, al tempo in cui scrisse l´articolo.

"Non ne abbiamo parlato nel nostro articolo semplicemente perché non ci sembrava una causa probabile" ha dichiarato Edwards, replicando alle domande inviategli via e-mail dalla Clinica Mayo di Rochester, Minnesota

"Gesù rimase sulla croce per sole sei ore. Sembra improbabile che si possa essere sviluppato un grosso trombo venoso proveniente dalle gambe, tale da causare embolia polmonare in un tempo così breve."

Gli studiosi della Bibbia dichiarano invece che concentrarsi sulla sofferenza fisica di Gesù e sulla causa della sua morte non è una cosa fondamentale.

"Quel che loro fanno è l´autopsia del corpo fisico, sempre interessante da un punto di vista accademico" ha dichiarato Stephen Pfann, studioso della Bibbia a Gerusalemme. "Ma se la gente si concentra su questa sola parte dell´evento, perde di vista la più importante, il valore della sua sofferenza spirituale.

"Il trauma principale del Cristo sulla croce è quello spirituale, la solitudine, il rifiuto di Dio e la vergogna per il peccato del mondo" ha concluso.