Non finisce di meravigliare il tesoro della necropoli volsca scoperta a Frosinone. L'operazione di scavi condotta sotto il controllo della Soprintendenza dei Beni Archeologici in piazzale De Matthaeis, nel cuore commerciale del capoluogo, ha portato alla luce nuovi, interessantissimi reperti. Nella necropoli volsca emersa a poche decine di metri dal grattacielo proprio l'altro ieri è stata scoperta la tomba di un guerriero con una spada di ferro con tanto di elsa (impugnatura) e, soprattutto, una punta di lancia realizzata in legno. «Si tratta di un ritrovamento sensazionale - spiega Sandra Gatti, la responsabile della Soprintendenza che sta coordinando le operazioni di scavo - Dopo tanti secoli era impensabile trovare una punta di lancia in legno. Basti pensare che le armi in ferro rinvenute sono ormai quasi impossibili da riconoscere visto che il ferro, in tutti questi secoli, si è ossidato. Il legno solitamente non resiste ed il ritrovamento di questa punta di lancia rappresenta una rarità nei ritrovamenti archeologici».
Intanto gli scavi continuano a ritmo serrato. Oggetto dell'ispezione attualmente è il terreno posto proprio alle spalle del distributore Agip, nella zona del lavaggio. E più si scava più si trova materiale su cui lavorare. Negli ultimi giorni sono state scoperte altre sei tombe che fanno salire il numero dei ritrovamenti di tombe volsche a 26. In ogni tomba oltre allo scheletro vengono alla luce reperti di corredo come vasi, anfore, olle e, in caso di sepolture maschili, anche resti di armi. Allo stato attuale sono circa 150 i resti archeologici ritrovati dall'8 marzo, primo giorno di scavi. Tutti i reperti ritrovati sono stati messi al sicuro, nascosti gelosamente in un magazzino della città al riparo da occhi indiscreti e dai malintenzionati.
Ma prima di essere esposti al museo archeologico di via XX Settembre necessitano di un'accurata operazione di restauro. «Proprio in questi giorni - continua la dottoressa Gatti - stiamo valutando quale sia la necessità economica che richiederemo al Ministero per restaurarli. Non si tratta di una cifra di poco conto considerando lo stato di cattiva conservazione dei resti. Queste tombe infatti erano poste ad appena mezzo metro dal suolo e sono state ovviamente danneggiate nel corso del tempo sia dai lavori relativi alla realizzazione del distributore di benzina che dai mezzi pesanti che nella zona erano soliti transitare». Gli scavi continueranno probabilmente fino alla fine dell'estate.
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