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4 Giugno 2005 ARCHEOLOGIA
La Gazzetta del Mezzogiorno
Gli ultimi reali Maya, massacrati dal loro popolo
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CITTA' DEL GUATEMALA - L´ultima famiglia reale Maya della città di Cancuen fu massacrata, verso l´anno 850 d.C., probabilmente da una sommossa popolare che pose fine per sempre alla prosperità della città: è questa l´interpretazione che l´archeologo americano Arthur Demarest ha dato del ritrovamento degli scheletri di 11 persone, riccamente addobbate e ingioiellate, uccise e gettate in una fossa comune invece che in una sepoltura adeguata al loro rango.

Demarest, che dirige lo scavo del Proyecto Cancuen, ha circostanziato questa ipotesi sul giornale guatemalteco «Prensa Libre». L´antica città sorgeva sulla sponda del fiume La Pasion, 318 chilometri a nord di Città di Guatemala: fu una delle città più importanti del periodo classico tardo dell´impero Maya, ed era il più importante centro di produzione e lavorazione della giada.

«Indossavano oggetti di valore, erano abbigliati come nobili, e si tratta di un massacro, perchè non furono seppelliti cerimonialmente come gli altri nobili», spiega Demarese.

«Questa - come assicura l´archeologo americano - è la prima volta che si studia un probabile massacro antico» commesso nel rovesciamento della famiglia regnante in una città Maya; «Ora si aspettano conferme dagli scienziati della Fundacion de Antropologia Forense de Guatemala», che eseguiranno analisi genetiche sui resti umani rinvenuti nella fossa comune.

L´esumazione degli scheletri delle vittime di quel massacro è stata completata nei giorni scorsi, ha sottolineato a «Prensa Libre» il direttore della divisione Monumenti Preispanici del ministero guatemalteco della cultura, Salvador Lopez.

L´anno scorso, gli stessi archeologi avevano trovato in uno scavo nella medesima città i resti del figlio del re Taj Chan Ahk, fondatore di Cancuen.