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3 Giugno 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Sotto terra una città dimenticata
tempo di lettura previsto 3 min. circa

«La storia è testimonianza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi», come diceva Cicerone nel "De Oratore", ma è anche una bella "rogna" per il Comune di Pesaro. Domus, basolati, mosaici, pozzi, condotti fognari, sepolture... una vera e propria ecatombe per il centro storico cittadino. Non si può aprire un cantiere, tra piazzale Matteotti e via Castelfidardo, tra via delle Galligarie ed il cinema Astra che, dal sottosuolo, salta fuori lo scheletro nell´armadio. E che scheletro è saltato fuori in via dell´Abbondanza! E´ strano, comunque, lo stupore destato dal ritrovamento. Si è in Italia, il paese al mondo oggettivamente più ricco di beni culturali e si sta scavando all´interno dell´antico perimetro di una colonia romana, la provinciale "Pisaurum" che vantava abitazioni, ville, luoghi pubblici, piazze e basiliche. Ma la "fortuna" ci ha messo lo zampino e ha voluto mantenere un tesoro pressoché intatto nel sottosuolo pesarese.

Pesaro, una città che dopo la caduta dell´Impero romano ha continuato ad essere abitata mantenendo in funzione, pur nella crisi, antiche aree ed edifici. E´ lunga la lista dei ritrovamenti di origine romana in centro. Al di sotto dell´odierna cattedrale si nasconde un tesoro costituito da preziosi mosaici e antiche strutture, tesoro, per varie vicissitudini ancora non fruibile. In via delle Galligarie è ancora visibile l´angolo nord-ovest delle mura della città romana in preoccupante stato di conservazione sommerso da erbacce, forse carente di manutenzione tra le palafitte in ferro della scuola media Picciola. Ancora mura romane si rinvennero nei sotterranei del palazzo Vescovile. Piazzale Matteotti ha la sua domus di I secolo d.C. impacchettata al di sotto della tensostruttura. Nell´area corrispondente all´ex Cinema Nuovo Fiore, un decennio fa, si rinvennero pareti di epoca romana riccamente affrescate, un pozzo, e diversi tratti murari. In via Mazzolari una ricca domus abitata sino al III secolo d.C. Un´altra domus si rinvenne nel 1947 in via Pedrotti all´angolo con via Branca. Ed ancora una domus in via Gramsci, sotto il Palazzo della Provincia, questa volta, però, ampiamente valorizzata dall´Amministrazione Provinciale che ha provveduto al recupero dei suoi tappeti musivi e la musealizzazione dell´area. Tutto il sottosuolo di piazza del Popolo e degli edifici che si affacciano su essa è ricco di testimonianze di antichi edifici pubblici e, particolarmente, presso Largo Mamiani si segnalano ritrovamenti di età Repubblicana: mosaici, strutture e fasi edilizie forse pertinenti ad un importante edificio pubblico utilizzato almeno sino al II secolo d.C. Al di sotto di corso XI Settembre, in prossimità della chiesa di Sant´Agostino, nella seconda metà degli anni ´90, fu rinvenuto un tratto piuttosto lungo ed in buono stato di conservazione del basolato della via Flaminia, che ora giace sotto i nuovi condotti fognari.

E la lista sarebbe ancora lunga visto che si segnalano ritrovamenti di significativi tappeti musivi (mosaici) praticamente in ogni via del centro. La maggior parte di questi beni si trova, oggi, al di sotto di abitazioni private e dunque non è fruibile; grazie ai tempestivi interventi della Soprintendenza per Beni Archeologici delle Marche, almeno questo patrimonio è mappato e vincolato da rigide norme, non andrà quindi perso. Ma per quanto riguarda il Duomo, piazzale Matteotti e ora via dell´Abbondanza la "palla" passa nelle mani dell´Amministrazione comunale, vera mediatrice tra Curia, privati e Soprintendenza, che dovrà trovare, al più presto, il modo-compromesso per rendere questi tre siti straordinari il fiore all´occhiello del prodotto culturale e turistico della città di Pesaro.