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30 Maggio 2005 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
L'Iran produceva vino su larga scala
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Gli archeologi che scavavano nell´Iran meridionale hanno trovato una pozza e ceramiche che si ritiene fossero usati 1, 800 anni or sono per la produzione del vino su larga scala, rinforzando lo status della nazione islamica come culla dei bevitori.

"Abbiamo trovato una pozza quasi intatta con un canale nel suo centro. E´ dove il succo dei grappoli spremuti scorreva per essere raccolto in seguito in contenitori di ceramica per la fermentazione, e quindi si mutava in vino" ha dichiarato Ali Asadi, capo del team di scavo.

Il team, che include un gruppo di archeologi polacchi, scava un sito chiamato Tange Bolaghi, presso la città meridionale di Shiraz, un nome associato ad un vino rinomato.

Asadi ha dichiarato che il team ha trovato anche grappoli d´uva, ampi contenitori di ceramica e resti di altre simili pozze nell´area.

"La dimensione dei recipienti e l´abbondanza dei raspi suggerisce che il vino doveva essere prodotto presso questa struttura per scopi commerciali" ha dichiarato.

L´Iran si ritiene essere il paese in cui fu inventato il vino. Una giara contenente un vino di 7, 000 anni or sono è stata trovata circa 30 anni or sono nell´area delle cucine di un edificio di mattoni di fango a Hajji Firuz Tepe, un villaggio neolitico sulle Montagne di Zagros in Iran.

Il paese vanta un patrimonio di cultura enologica secondo a nessuno al mondo, ma la produzione ed il consumo di alcolici sono proibiti nel paese dalla rivoluzione islamica del 1979.