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30 Maggio 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Trecento scheletri sotto la chiesa
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La campagna di scavi archeologici nella chiesa di San Pietro si è conclusa. E sono tantissime le sorprese nascoste sotto le navate dell´antico sito sacro, adiacente alla rocca Castri.

E´ uscito fuori, sotto gli strumenti di archeologi ed assistenti, un vero e proprio ossario, tra l´altro enorme, le cui stime numeriche fanno davvero impressione: trecento scheletri che gli esperti hanno raccolto dapprima in 70 – 80 bustoni di plastica per spostarli e studiare le cripte.

Anziché essere tumulati nel cimitero, ci spiegano dall´ufficio tecnico, tutti hanno preferito rimetterli dove originariamente erano stati sepolti all´interno della bella chiesa. Forse un cimitero, forse delle fosse comuni. Ma cosa strana è che una di queste tombe è adibita ad estrema sepoltura di bambini di tutte le età. Certo nei tempi passati la mortalità neonatale ed infantile era molto alta, ma questa tomba "bianca" a primo impatto fa un certo effetto.

Con molta probabilità tutti gli scheletri fanno parte di sepolture databili tra la fine del ´500 e l´inizio del ´600 e potrebbe trattarsi di un cimitero annesso al castello. Un ossario, però, di cui non c´è traccia - stando agli accertamenti fatti dagli esperti - negli archivi storici della cittadina.

La cosa più interessante emersa dallo scavo è, però, costituita da un oggetto importantissimo dal punto di vista storico ed archeologico: un conio. Dal crogiolo sicuramente usato per coniare il bronzo si può risalire alla storia della vita che si svolgeva intorno al castello ed al tipo di attività artigianali ed artistiche si svolgevano nelle sue botteghe.

L´elenco dei ritrovamenti effettuati e le varie ipotesi storico-archeologiche sono stati raccolti in un´accurata relazione e verranno poi inoltrate all´ufficio tecnico del comune di Amaseno dagli esperti della Sovrintendenza archeologica. Sarà la base per nuovi studi sul passato della cittadina e lo spunto per nuovi accertamenti.

Intanto i lavori di ristrutturazione della parte esterna continuano e si rivolgono soprattutto alla sistemazione statica del sito. Un altro problema è costituito dalla facciata della chiesa, sotto gli intonaci la pietra viva bella ed irregolare, però sappiamo che la direzione dei lavori opta per ripristinare gli intonaci. Ma una volta venuta fuori la pietra che senso ha coprirla con intonaci oramai non più d´epoca?