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21 Maggio 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
C´è della storia sotto quel cantiere
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Il cantiere di via della Cava e via Matteotti diventa un osservato speciale. Dalla Sovrintendenza. I lavori continueranno, nessuno stop è all´orizzonte, sotto però l´attenta sorveglianza degli uomini della Sovrintendenza ai beni archeologici, che ispezioneranno per tutta la settimana prossima - ancora più nello specifico e in profondità - il terreno su cui l´Ater ha deciso di costruire uno stabile di cinque piani destinato ad abitazioni private. Nessun blocco dei lavori, quindi, ma si procederà con i piedi di piombo.

Ieri l´altro gli operai del cantiere, scavando, hanno riportato alla luce tre metri quadrati di pavimento di peperino antico. Tanto è bastato per far sospendere di nuovo i lavori - dopo lo stop di martedì scorso dovuto a un´altra sorpresa, un muro a sacco - e allertare la Sovrintendenza, che ieri in mattinata ha effettuato un sopralluogo durato circa un´ora. Nel corso del quale gli assistenti scientifici si sono consultati con i responsabili della ditta edile, il capocantiere e il direttore tecnico dell´Ater e responsabile unico del progetto, Giampiero Romagnoli.

Nessuna scoperta eclatante. Non sarà un´altra città di Troia, ma per tutelare il cantiere è stato nominato un ispettore che stazionerà in loco tutta la settima prossima, per poter offrire una relazione dettagliata su quanta e quale storia ci sia sotto quell´area edificabile. Intanto c´è il primo parere: «Questa pavimentazione rinvenuta risale a un periodo compreso tra metà dell´800 e la fine del ´700. Non si tratta - assicura Giuseppe Cossu, assistente scientifico della Sovrintendenza ai beni archeologici - di una pavimentazione urbana. Non era di una vecchia strada insomma, ma di una abitazione, sicuramente precedente o contemporanea all´ex bibleoteca degli Ardenti. Ma è ancora presto per emettere sentenze, ne sapremo di più giù lunedì o martedì».

Cossu e l´équipe di ricercatori procederanno nei loro accertamenti, usando anche le vecchie planimetrie della zona per capire «come e fino a dove arriva questa pavimentazione». Anche dall´Ater, l´ex Istituto autonomo delle case popolari, benedicono la decisione della Sovrintendenza. «Il fatto che per tutta la settima prossima ci sarà un ispettore nel cantiere - dice Ugo Gigli, direttore generale dell´ente e assessore provinciale al Bilancio - non può che renderci ancora più tranquilli. Almeno verranno fugati anche questi ultimi dubbi. Dal sopralluogo di oggi (ieri, ndr ) non ci risulta che questa pavimentazione abbia particolare valore archeologico, perchè il centro urbano di Viterbo ne è pieno. E´ doveroso comunque svolgere tutti i dovuti approfondimenti».

Ai residenti e commercianti della zona che ieri hanno assistito all´ennesimo sopralluogo, rimane solo una perplessità (o forse una convinzione): «Questi lavori non finiranno mai», profetizzano.