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10 Maggio 2005 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
I resti dell´antica Caprignano nascosti dalle erbacce
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La vegetazione domina nuovamente incontrastata sui resti dell´antico abitato medievale di Caprignano, Castrum Capriniani, che sorgono sul poggio di fronte a Caspéria; proprio sopra la Conca del Peccato. L´avverbio è d´obbligo. Ed è una notizia che a tutti gli Aspresi (Aspra era l´antico nome di Caspéria fino al 1947) che conoscono la vicenda del luogo lascia l´amaro in bocca perché sa di abbandono, di poca attenzione alla proprie origini, di mancanza di fondi per un sito monumentale di particolare valore storico per la valle e l´intera provincia. A partire dai primi anni ottanta, il borgo ed il castello di Caprignano furono oggetto di più campagne di scavo da parte del gruppo archeologico dell´Ecole Francaise di Roma. «Furono anni veramente importanti - ricorda il sindaco Giancarlo Sileri - di grande fermento culturale: dalle rovine furono riportate in luce le strutture principali dell´abitato e recuperati moltissimi reperti archeologici, come ceramiche artistiche e d´uso quotidiano, monete, oggetti di ferro, infissi lavorati che hanno permesso agli studiosi medievali d´oltralpe di ricostruire la vita del piccolo castrum». Si hanno notizie sull´abitato a partire dal XII secolo d.C., quando alcune pergamene notarili di Aspra danno notizie del Castrum Capriniani in atti di vendita compiuti nel 1172, nel 1183, nel 1273. In quei secoli l´abitato, grazie al fenomeno chiamato incastellamento del territorio praticato sull´intero Reatino, subì notevoli trasformazioni urbanistiche per cui le costruzioni abitative e di servizi di legno vennero sostituite con i più sicuri e duraturi manufatti in muratura e l´intero centro venne fortificato.

«Lavoro vanificato - afferma il sindaco - dal mancato proseguimento degli scavi e della inesistente manutenzione delle rovine riscoperte. Bisogna precisare, continua, che il castrum sorge su un´area privata, la cui proprietà si è sempre mostrata disponibile a relazionare con l´amministrazione comunale e con gli istituti di cultura come l´Ecole Francaise; in più occasioni si era parlato anche di creare alcuni servizi per aprire il sito al pubblico; poi inspiegabilmente i contatti si sono interrotti e tutto si è fermato. Personalmente non so neppure che fino abbiano fatto i reperti raccolti durante le campagne di scavo. L´Ecole ha anche prodotto una pubblicazione, a bassa tiratura e solo in lingua francese, sull´attività svolta in quegli anni a Caprignano. Inutile si è rivelato il tentativo di ripubblicarlo aggiornato, alcuni anni dopo e in lingua italiana poiché le trattative iniziate non andarono a buon fine. Da poco meno di un anno è morto anche il presidente fondatore dell´associazione che detiene la proprietà del sito e questo non facilita le cose per il futuro».