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15 Aprile 2005 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Macrocefalia nella città bruciata in Iran
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Gli ultimi scavi al sito archeologico della Città Bruciata, nel Sistan-Baluchistan hanno condotto alla scoperta di uno scheletro femminile di cinquemila anni or sono, che mostra tracce di macrocefalia.

Si tratta del primo caso di questa patologia trovato all´antico sito.

Secondo il direttore del team antropologico nella Città Bruciata, Farad Forouzanfar, il cranio, seppure fortemente danneggiato, reca una calotta insolitamente spessa, che indica che la donna fosse affetta di macrocefalia ed in conseguenza di ciò sia morta.

"L´aumento dello spessore della calotta cranica ha determinato l´eccessiva dimensione dell´intero cranio, ha accresciuto la pressione sulla parte superiore, e, in ultimo, ha determinato la sua frattura, conducendo la donna alla morte" ha spiegato Forouzanfar.

In precedenza, erano state notate tracce di idrocefalia in scheletri di bambini e giovani adulti scoperti al sito.

Ulteriori ricerche nell´area aiuteranno probabilmente gli archeologi a scoprire la ragione per cui le persone dell´area soffrivano di questi problemi in modo tanto ricorrente.

Altre patologie riscontrate con frequenza negli antichi abitanti dell´area sono l´osteoporosi e problemi alle giunture e alla colonna vertebrale.