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26 Aprile 2005 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Forse ritrovate le tombe dei Francesi morti alla Battaglia di Pavia
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Il 24 febbraio 1525 si combatté, alle porte di Pavia, la grande battaglia che sconvolse le sorti d'Europa, in cui il re francese Francesco I, erede naturale del casato visconteo, fu sconfitto e fatto prigioniero dalle forze imperiali al servizio di Carlo V. Era l'inizio del dominio incontrastato di Carlo V sull'Europa.

Nell'evento morirono da 6.000 a 10.000 soldati francesi. Fra di loro, il famosissimo Jacques de Chabanne de la Palice, dal nome del quale fu coniato il termine "lapalissiano", perché si dice che i suoi soldati cantassero: "La Palice è morto davanti a Pavia; se non fosse ancora morto, sarebbe ancora in vita"...

Non sono mai state svolte indagini concrete sul luogo di sepoltura di quell'esercito scomparso. Ora, giunge notizia che le particolari condizioni climatiche abbiano permesso d'individuare un enorme "campo dei morti", situato tra due corsi d'acqua, in localitè Porta d'Agosto, a breve distanza dalla Certosa di Pavia, subito fuori del recinto dell'antico Parco Ducale dei Visconti.

Secondo uno degli scopritori, l'arch. Alberto Arecchi di Pavia, il terreno, dell'estensione di quasi 12 ettari, potrebbe contenere diverse migliaia di tombe, la cui impronta appare alla superficie quando si verificano particolari condizioni di assorbimento delle acque meteoriche.

I campi della vasta necropoli stanno per essere un'ennesima volta allagati, per la destinazione a risaia cui essi sono destinati da lungo tempo.

Si temono però minacce ancora più gravi, perché un "piano di sviluppo" di iniziativa intercomunale incombe su quest'area e non è escluso che preveda la costruzione di nuove installazioni a scopo ricreativo (nonostante la vicinanza del celebra monumento della Certosa).

Ci si augura che la Soprintendenza Archeologica di Milano intervenga presto, per verificare l'attendibilità delle ipotesi avanzate e bloccare sull'area ogni forma di speculazione incontrollata.