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21 Febbraio 2005 ARCHEOLOGIA
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Cnr, un acceleratore per datare reperti antichi a tempo record
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Milano - Grazie ad una particolare strumentazione sarà possibile datare, in pochi minuti, reperti minuscoli risalenti fino a 50 mila anni fa. E' quanto permetterà di fare l'acceleratore elettrostatico tandem del Circe- Centro di ricerche isotopiche per i beni culturali e ambientali, che fa riferimento ad Innova, struttura dell'Istituto di cibernetica (Icib) del Cnr di Pozzuoli.

Secondo quanto riferito dal Centro Nazionale delle Ricerche in una nota, nella datazione di monumenti e reperti antichi i problemi di archeologi e storici dell'arte saranno risolti dall'acceleratore elettrostatico tandem, in grado di datare manufatti e fossili risalenti fino 50 mila anni fa.

Lo strumento si trova presso il Laboratorio di spettrometria di massa ultrasensibile, una nuova struttura ospitata nell'ex Ciapi di San Nicola La Strada, in provincia di Caserta.

Il laboratorio, spiega il Cnr, fa parte del Centro di ricerche isotopiche per i beni culturali e ambientali (Circe), uno dei "tasselli" di Innova, Centro di competenza regionale nato per trasferire i risultati scientifici alle imprese della Campania coordinato da Antonio Massarotti dell'Istituto di cibernetica (Icib) del Cnr di Pozzuoli.

Il Circe ed il suo apparecchio sono stati presentati la settimana scorsa nel corso di un convegno presso la Reggia di Caserta. L'apparecchiatura del Circe -- in Italia ne esistono solo altri due esemplari, a Firenze e a Lecce, ma con caratteristiche funzionali differenti -- è in grado di datare in pochi minuti anche campioni di un milligrammo, caratteristica che la rende scarsamente invasiva nei confronti dell'oggetto rinvenuto.

"La metodologia di base impiegata è quella convenzionale del radiocarbonio 14, che consiste nel misurare nel reperto la quantità di carbonio residua. Il rapporto tra quest'ultima e quella iniziale, ci svela l'età dell'oggetto", spiega il prof. Filippo Terrasi del Dipartimento di scienze ambientali della seconda Università di Napoli.

"Con la tecnica tradizionale è però necessaria una grande quantità di materiale, in quanto, in un reperto, la presenza di radiocarbonio è molto bassa. L'acceleratore invece supera questo limite. Con uno speciale spettrometro riusciamo a individuare e a contare, uno per uno, anche in minuscoli frammenti, il numero di atomi di carbonio 14 presenti nel reperto. Gli atomi estratti vengono accelerati e, quindi, separati rispetto alle specie atomiche e molecolari interferenti".

Secondo le stime Cnr, la rapidità del suo utilizzo consentirà di eseguire circa 2 mila datazioni l'anno.

La macchina, acquistata dalla Regione Campania negli Stati Uniti, per un importo di 2 milioni di euro, è solo una delle tante che andranno a potenziare le strutture scientifiche aderenti ad Innova, centro, che ha sede presso il Comprensorio Olivetti di Pozzuoli, cui fanno riferimento oltre al Cnr, sette università campane, i parchi scientifici e tecnologici della regione, il Centro europeo per i beni culturali di Ravello, numerosi enti, oltre 300 professori universitari.