L´Egitto rivendica ancora il ritorno di alcune celebrate antichità attualmente in esposizione nei musei di tutta l´Europa e l´America, inclusa la Stele di Rosetta, la famosa lastra di granito che fu cruciale nella decifrazione dei geroglifici.
La campagna per recuperare tali reperti di valore incomparabile, sottratti all´Egitto nel periodo coloniale, non è nuova.
Ma nelle recenti settimane Zahi Hawass, Segretario Generale del Supremo Consiglio di Antichità e volto più popolare dell´archeologia egiziana, ha fatto più accorata la sua richiesta in occasione di una campagna che coincide con un tour mondiale del figlio prediletto d´Egitto, il Faraone Tutankhamun. Hawass ha perfino minacciato di chiudere gli scavi archeologici inglesi e belgi in Egitto se i reperti non saranno restituiti.
"La Stele di Rosetta è uno dei pezzi più importanti del British Museum, ma è ancora più importante per l´Egitto" ha dichiarato Hawass. "E´ un pezzo essenziale dell´identità storica e nazionale egiziana e fu disgraziatamente dirottato fuori dal paese.
(...)
Hawass si è appellato all´UNESCO di mediare la disputa con il British Museum di Londra, ed ha incoraggiato altri 21 paesi a fare lo stesso per ottenere la restituzione di reperti prelevati indebitamente.
"Il nostro precedente tentativo di ottenere la restituzione non ha portatato ad effetti di qualche rilievo, ma speriamo, organizzando un movimento internazionale, di riuscire ad ottenere maggiore forza ed esercitare maggiori pressioni" ha dichiarato Hawass.
A Londra, il portavoce del British Museum Hanna Bolton ha dichiarato che "Il British Museum non ha ricevuto una richiesta ufficiale di restituzione per la Stele di Rosetta" e ha rifiutato di commentare ulteriormente.
L´Egitto intende continuare la sua battaglia, che fino ad ora ha condotto a qualche risultato utile. Il 19 luglio, il governo australiano ha restituito statuette funerarie di 2, 500 anni or sono, un´ascia di bronzo ed amuleti che sono stati confiscati a Melbourne. I reperti erano stati portati fuori dall´Egitto con documenti falsi come riproduzioni ed in seguito venduti.
Anche il governo numerosi ed altri gruppi di azione greci combattono da decenni per la restituzione dei Marmi di Elgin dal British Museum.
L´ostacolo principale per paesi come l´Egitto e la Grecia è la mancanza di qualsiasi quadro legislativo che permetta ai paesi d´origine di intentare azioni legali contro i musei in possesso di tali reperti.
L´UNESCO funge essenzialmente da agente di mediazione. Manca dei poteri necessari per costringere i governi a restituire le antichità saccheggiate. "Non è una corte internazionale di giustizia o una corte d´arbitra" ha dichiarato Mounir Bouchenaki, direttore generale del Settore Cultura dell´UNESCO.
Hawass, ad ogni modo, non si lascia abbattere. "Se l´UNESCO fallisce, farò senza di loro!"
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