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18 Gennaio 2005 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
Roma. Per l'archeologia di Colle Oppio servono 50 milioni di euro
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Una citta' delle meraviglie grande quanto il Colle Oppio, fatta di terme, palazzi, sale e criptoportici, sepolta e ancora sconosciuta e che riservera' molte sorprese nel corso del tempo. L´interramento delle antiche strutture ne ha permesso la conservazione, le prime indagini sotto state fatte dall´Istituto centrale per il restauro, poi la concessione di scavo da parte del Ministero.

A fare il punto su un'area archeologica fra le piu' importanti della Capitale, quella che ha lasciato emergere una parte di splendido affresco di eta' neroniana, il sindaco Walter Veltroni,

In un ambiente sotterraneo profondo tredici metri, edificato in epoca precedente alle stesse terme traianee, lo stesso nel quale fu scoperto sette anni fa l'affresco raffigurante una veduta di citta', è stata riportata alla luce una parte di mosaico raffigurante, con tessere colorate su fondo bianco, scene di vendemmia.

Uomini raccolgono tralci, altri pestano gli acini in un tino di forma quadrata, uno, visto di spalle, suona un flauto. Alcuni sono nudi. E chissa' quali sorprese potrebbe riservare ricostruire le tessere del resto del mosaico che giace frantumato sul fondo della galleria. Al di sotto della raffigurazione una larga apertura portava ad un ambiente adiacente di cui si conserva solo una piccola parte con la volta decorata da un affresco su fondo giallo oro con tralci vegetali e l'immagine di un poeta seduto. Ambiente dopo ambiente, per gallerie e portici, tessera dopo tessera, la campagna archeologica di scavo al Colle Oppio sta ricomponendo un quadro, quello di un intero quartiere di Roma risalente al primo secolo della nostra era, di cui faceva parte anche la Domus Aurea, che le enormi Terme di Traiano, costruite successivamente, hanno in qualche modo distrutto, ma anche protetto, un po' come l'eruzione del Vesuvio ha prima annientato, ma poi anche consentito la conservazione di Pompei.

Il progetto, adesso, per amministrazione capitolina e addetti ai lavori, e' ambizioso: unificare tutte le aree sepolte in un solo, immenso "parco archeologico del Colle Oppio". Una ipotesi per la quale sarebbero necessari almeno 50 milioni di euro. La scoperta rappresenta, giudica il sindaco, "una grande emozione, uno dei ritrovamenti piu' importanti negli ultimi anni, che apre possibilita' di nuove letture, fondato com'e' non solo sulla qualita' del ritrovamento che e' perfetto, ma anche sulla immensa quantita' di materiale da ricostruire che puo' darci una chiave di lettura di quell'area e definire i collegamenti con la Domus Aurea. Un ritrovamento, insomma, di grande livello per la storia dell'archeologia italiana e un progetto, avverte il sindaco, importante, ma costoso. Ci sono le condizioni - avverte - per costituire una grande area, ma questo prevede lo stanziamento di risorse, investimenti e uno sforzo che dal punto di vista scientifico non ci imbarazza affatto perche' l'Italia eccelle in restauratori, scienziati della cultura e tecnici competenti, a cominciare dalle sovrintendenze". E non e' neppure questione di tempo, precisa Veltroni: "piu' che il tempo, il problema sono le risorse economiche".

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il sindaco ha anche sottolineato la collaborazione fra ministero e comune.