Trovata la sorgente delle acque che anticamente fornivano i cosiddetti Bagni di Lucilla di Poggio Mirteto: si tratta di una cisterna due metri per due, a volta scavata nella pietra e edificata sulla fenditura da cui scaturiva ed ancor oggi esce un´acqua purissima. A far la scoperta è stato il giovanissimo archeologo Cristiano Ranieri che lavora da diversi anni con l´ispettrice Giovanna Alvino. «È in corso uno studio sui sistemi idraulici nell´edilizia privata, dice il Ranieri, che prevede una serie di interventi su numerosi siti archeologici della Sabina riguardanti soprattutto ville romane d´epoca tardo repubblicana. Lo scopo è quello di acquisire nuove informazioni sui sistemi tecnici adottati dai romani per l´approvvigionamento delle villae ma anche quello di elaborare una mappa dei servizi sotterranei messi in opera in quell´epoca. L´acqua che ancora oggi scaturisce dalla fonte dei Bagni di Lucilla, prosegue l´archeologo, è purissima. Pensi che abbiamo trovato nel corso del rio parecchi tritoni, animali delicatissimi che vivono solo in ottime acque, le stesse che poi forniscono il fontanile di San Valentino e danno vita al torrente sottostante». Ricordiamo che a Poggio Mirteto, in località San Valentino, si trovano i resti romani di una grande costruzione di bagni pubblici, luogo dove i Romani oltre a curare il proprio corpo svolgevano un´intensa attività di pubbliche relazioni, un luogo di incontro in cui svolgere relazioni sociali, economiche e politiche. Il complesso termale era stato costruito nel corso del primo secolo a.C. ma la tradizione vuole che fu l'imperatrice Lucilla, figlia di Marco Aurelio, a volere, allo scadere del secondo secolo d.C. il restauro dei Bagni, che da lei presero il nome. All'interno della costruzione furono ritrovati nel corso dei primi scavi archeologici una statuetta della Dea Diana Efisina ed un magnifico mosaico pavimentale raffigurante la stessa Dea. Nel corso dello stesso rilievo sono stati scoperti e ispezionati altri due cunicoli per una lunghezza complessiva di seicento metri, ciascuno dei quali è alto un metro e sessanta 60, largo 50 centimetri. Altri interventi sono stati fatti sempre dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio a Mompeo presso la Strada della fonte dove sono stati studiati numerosi pozzi quadrati ed un cunicolo lungo 90 metri, a Salisano presso la Fonte del Gallo, 300 metri di acquedotto che forniva una villa rustica con cisterna ed ancora a Montenero Sabino, località Pago dove sono stati ispezionati una ottantina di metri di cunicolo scavati nel terreno ed a tratti non rivestiti.
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