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9 Gennaio 2005 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
Trovato a Sarno un mausoleo funerario del II secolo a.C.
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I restauratori sono già al lavoro e stanno consolidando intonaci e stucchi di quello che secondo gli specialisti è un monumento stupendamente conservato. Basta guardare, d´altronde, alle decorazioni ancora visibili sugli intonaci delle parti in caduta, per comprendere la finezza degli elementi che impreziosivano la tomba. Che dovette avere vita lunghissima, visto che gli elementi architettonici ne hanno fatto datare la realizzazione al II secolo a.C.. Mentre, con certezza, se ne è appurata la distruzione al 472, quando l´eruzione del Vesuvio lanciò cenere e lapilli sulle montagne di Sarno andando a costituire quei depositi che, sollecitati dalle piogge seguite alla manifestazione vulcanica, si trasformarono in una valanga di fango che distrusse e sotterrò l´intera area. Quasi certamente, in quella zona doveva esserci una strada di grande traffico, visto che il mausoleo non risulta essere un edificio isolato in quanto a qualche decina di metri di distanza e proprio in asse, si sono rinvenute, nel 2002, ben due sepolture a cassa, affrescate stupendamente sulle pareti, e risalenti al IV secolo a.C.. Del monumento, come conferma Laura Rota, l´archeologa responsabile dell´area nocerino – sarnese «non è stata ancora trovata la porta d´ingresso. Tuttavia non possiamo escludere che il fabbricato, in opera incerta e con gli angoli in laterizio, fosse solo un cenotafio edificato dalla gens solo per ricordare i propri defunti e non svolgervi le funzioni rituali che collegavano il mondo dei vivi con l´oltretomba». Chiarissima, poi, la stratigrafia delle diverse fasi eruttive e in maniera speciale quella del 472 il cui studio fornirà nuovi dati sulla direzione del vento e sulla quantità e composizione del materiale eruttato. Interessante, infine, la tomba a camera trovata accanto al mausoleo. La sepoltura più antica e orientata Nord – Sud, secondo quanto previsto dai rituali religiosi del tempo, venne distrutta allorché fu costruito l´edificio, e il suo recupero ha restituito soltanto un letto funebre, senza alcun ritrovamento dei caratteristici materiali votivi che accompagnano quelle tumulazioni.

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