La campagna di scavi 2004 si è presentata densa di scoperte e novità; sono proseguite le indagini archeologiche relative alla cattedrale di San Pietro ed è stato avviato il "Coemeteria requirere", il maestoso progetto d'indagine archeologica nell'area Ponte della Lama. Grazie all'accordo tra la Pontificia Commissione di archeologia sacra, l'Università degli studi di Bari, la Soprintendenza archeologica della Puglia e il Comune di Canosa, ha preso vita una collaborazione che ha garantito il compimento di un programma finalizzato ad una più ampia conoscenza storica.
La catacomba di S. Sofia (non più oggetto d'indagine dal 1967) risulta essere l'unica catacomba cristiana sul territorio pugliese; è collocata sul Ponte della Lama, nella parte nord-est dell'abitato canosino, e si mostra come un vasto complesso funerario, dove sorge la più importante necropoli tardo-antica. Il sito presenta un sistema organico di sepolture ipogee composto da edifici mausolei e da sarcofagi del II-III secolo. È stato possibile analizzare solo parte del sito che lascia intuire una vastità superiore a quella fin ora accertata. A dimostrare tale ipotesi, una catacomba autonoma del tutto interrata, collocata sopra la catacomba indagata, nonché le aperture sul fianco della collina, le quali lasciano immaginare altri vani catacombali.
Gli ambienti investigati sono caratterizzati da un'anarchia di tipologie tombali, abbastanza diversificate che coesistono molto probabilmente per ragioni di spazio; si tratta di sepolture ad arcosolio, sepolture a loculo con nicchie e sepolture pavimentali. Fra le tombe pavimentali oggetto di studio, una sepoltura, ha restituito otto deposizioni, presentandoci dunque il fenomeno di rioccupazione continua della stessa sepoltura. Delle otto, l'inumazione più recente è risultata essere una deposizione infantile che ha restituito cinque braccialetti di bronzo di tradizione tardo romana che trova attestazioni in Puglia fino al V-VI dopo Cristo.
In un tempo in cui si è verificata l'esigenza di ribadire le radici cristiane dell'Europa, alla luce delle recenti scoperte è indubbio affermare che il nostro territorio, è dimostrazione tangibile delle radici che ci legano. Restituire dignità e garantire la fruibilità di un tesoro collettivo risulta improrogabile testimonianza che afferma un passato comune, oltre ad essere un fondamentale tassello per la ricostruzione della storia, bagaglio inestimabile del nostro passato.
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