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1 Febbraio 2004 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
La Napoli greca affiora dal pozzo del metrò in piazza Nicola Amore
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Nel primo caso, secondo gli specialisti, si tratterebbe di un´area rituale perché in una delle stanze che compongono l´edificio sono stati trovate delle banchine costruite per ospitare i letti per i banchetti.

Inoltre, il calpestio è arricchito da un mosaico in cocciopesto, decorato con tessere colorate, simile a quelli scoperti nell´area Magno Greca di Buccino e Taranto. «Questa tipologia di edifici – suggerisce il Soprintendente archeologo regionale, Stefano De Caro – ha certamente funzione pubblica e spesso è collegata alla presenza di santuari». Tra l´altro, in alcuni pozzi di scarico intercettati durante lo scavo, sono stati individuati numerosi oggetti votivi quali statuette e vasi. Di grosso interesse è un Kantharos, coppa, a vernice nera, adesso in restauro, su cui è stata rilevata la scritta Dios Soteros: a Zeus Salvatore.

Un elemento significativo dello scavo è la scoperta delle fondazioni del porticato pertinente al Gymnasium, l´area che nel II secolo a.C. accoglieva manifestazioni sportive, poetiche artistiche e teatrali, e nel 2 d.C, divenne la sede dei giochi Isolimpici inventati da Augusto sulla scorta delle manifestazioni greche di Olimpia. Quelle strutture furono realizzate sfruttando il tufo delle cave situate nell´area di Poggioreale. I mattoni tufacei, allora, per meglio distinguerne la provenienza, furono marcati con lettere che ne indicavano il luogo d´origine.

Altri reperti interessanti sono stati recuperati in vicinanza di fornaci: si tratta di scarti di produzione di contenitori per vino. La scoperta conferma tutta una serie di ipotesi formulate sui commerci tra la città e l´entroterra.

Tra l´altro, secondo gli archeologi, e con il ritrovamento delle fornaci di Piazza Nicola Amore, viene ribaltata a favore di Neapolis l´ipotesi che fosse Ischia il cuore del commercio dei vini dell´area. Per reperti e edifici, adesso, si sta progettando una nuova sistemazione all´interno del pozzo del Metrò.

Per la prossima primavera, invece, e dopo i necessari restauri, per i materiali più interessanti dal lato storico scientifico si prospetta la sistemazione in una mostra da tenersi nella stazione metropolitana di "Museo".