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1 Febbraio 2004 ARCHEOLOGIA
AltroMolise
Io non sono più consigliere comunale
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Gli inutili parcheggi miliardari che la Giunta Comunale di Venafro voleva appaltare a tutti i costi sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Esiste un limite alla decenza. Ho lanciato scialuppe di salvataggio fino all'ultimo istante del galleggiamento di una barca che faceva acqua da tutte le parti, ma i naufraghi non hanno capito nulla. E così tutti a fondo.

Non so chi sarà il prossimo timoniere del vascello venafrano, ma chiunque esso sia, sicuramente si troverà ad affrontare un mare burrascoso con buchi miliardari da tappare.

Il futuro della città si presenta drammatico. Fino a martedì scorso ho implorato il sindaco perché provvedesse a revocare in tempo una delibera di approvazione di due inutili parcheggi che sarebbero stati un'offesa al buon senso. Niente da fare: "Mo' vediamo...", " Mo' facciamo...", " Mo' cerco di convincere quello...", "Mo parlo con quell'altro...".

Tutte chiacchiere per giungere, giorno dopo giorno, all'appalto delle opere.

E poi la localizzazione delle nuove scuole per l'emergenza determinatasi dopo la dichiarazione di inagibilità del plesso scolastico di via Colonia Giulia.

Si continuava a perdere tempo, mese dopo mese, senza una sola idea credibile, mentre sotto sotto si svolgeva la guerra sotterranea degli incarichi professionali.

Undici consigliere hanno detto basta (e tra essi anche io) e così tutti a casa a riflettere sul futuro della città. Venafro non merita di essere amministrata in questo modo.

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