Se pensate che il lavoro dell'archeologo consista nell'eccitante ricerca di tesori perduti e città sepolte farete meglio a ricredervi: molto spesso gli studiosi del passato si trovano a dover mettere le mani in materiali molto meno nobili, come per esempio l'immondizia, dalla cui analisi possono ottenere importanti informazioni su usi e abitudini di popolazioni antichissime.
Recentemente Philip Edwards e Tania Hardy-Smith dell'Università di Melbourne, hanno effettuato approfondite ricerche su un sito archeologico della valle del Giordano. Qui nel 1950 venne scoperto il villaggio di Wadi Hammeh 27, risalente a più di 12.000 anni fa e tutt'oggi considerato uno dei primi insediamenti umani stabili.
Immondizia fossile. I due ricercatori hanno recuperato tra i resti delle mura delle abitazioni oltre mezzo milione di reperti, tra cui avanzi di cibo fossilizzati, pestelli, mortai, attrezzi rotti, e inquietanti resti di teschi umani carbonizzati.
Secondo Edwards uno dei caratteri distintivi di un insediamento umano stabile è l'esistenza di un sistema per lo smaltimento dei rifiuti domestici, anche rudimentale come può esserlo il semplice accumulo all'esterno delle case.
In fuga dai rifiuti.A Wadi Hammeh 27 non esisteva niente del genere: la spazzatura veniva accumulata all'interno delle abitazioni. Questo fa pensare che gli abitanti fossero cacciatori seminomadi probabilmente costretti ad abbandonare il villaggio nella stagione arida alla ricerca di un clima più mite. Spostandosi ogni pochi mesi da un luogo all'altro, riuscivano a minimizzare il problema dei rifiuti.
Discariche preistoriche. Basta fare pochi chilometri per trovare, in un vicino sito archeologico, le tracce di numerosi villaggi del primo Neolitico, sorti tra 9200 e 8000 anni fa. Qui, accanto gli evidenti segni della fiorente agricoltura, indice della stanzialità dei residenti, sono visibili le tracce dei primi sistemi per la gestione dell'immondizia, indispensabili per evitare il diffondersi di malattie ed epidemie.
Riuscire a scoprire quando un popolo si è trasformato da nomade a sedentario è fondamentale per archeologi ed antropologi. Con la sedentarietà cambiano completamente gli aspetti sociali e relazionali, nascono le prime leggi e il concetto di proprietà privata. E il bisogno di liberarsi dei rifiuti.
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