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16 Gennaio 2004 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Fano, l´Arco d´Augusto porta a nuove scoperte
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Fano - Un grande cavedium, un'ampia struttura a fianco dell' Arco d'Augusto che ospitava il corpo di guardia e gli uffici per il controllo dei traffici commerciali. La scoperta, da tempo presupposta dagli storici, è avvenuta quasi per caso a fine ottobre, durante un sopralluogo dell'assessore ai Beni monumentali Marco Paolini. Un'ipotesi, quella della presenza di una struttura più complessa rispetto al semplice muro, sostenuta anche dall'architetto Paolo Taus, fra i fondatori del Centro studi vitruviano e autore di ricostruzioni storico-architettoniche della Fano romana. Il rinvenimento è stato presentato ieri mattina dallo stesso Paolini, con il professor Taus e il tecnico comunale Daniele Manna. L'importanza del ritrovamento è stata già confermata dal sovrintendente di Ancona Gabriele Baldelli e apre nuovi scenari sugli studi della Fano romana. Il cavedium è ben riconoscibile nei sotterranei di Palazzo San Michele dove è chiara la sovrapposizione fra le grosse pietre di arenaria di età romana e i mattoni più piccoli di età rinascimentale. "Al più presto -spiega Paolini- il Comune procederà con un rilievo archeologico e chissà che in futuro anche questa parte storica di Fano non possa essere inserita nelle visite storico-turistiche". Evidenti segni del muro esterno del corpo di guardia sono ben riconoscibili nella chiesa di San Michele, vicina all'arco d'Augusto, arretrata nel 1937 dal tecnico fanese Getulio Roberti. "La scoperta -commenta Paolini- è avvenuta per caso, per soddisfare la curiosità di vedere cosa c'era dietro una fatiscente porta, chiusa da chissà quanti anni, in un angolo degli uffici del Ser.T. Già dal primo sopralluogo ci siamo resi conto di una particolare tessitura muraria che metteva in evidenza l'origine romana e rinascimentale". La stessa struttura cava, al di sotto dell'attuale fondo stradale, è presente dall'altro lato dell'arco d'Augusto, al di sotto di Palazzo Severi. Il complesso della porta urbica, dunque, era articolato in un arco d'ingresso, un secondo poco più avanti e due edifici laterali che costituivano il cuore difensivo della cinta muraria. Un nuovo impulso anche per il centro studi vitruviano che ha già presentato ricostruzioni sulla Fano romana, e in particolare sulla collocazione di monumenti-chiave come la Basilica di Vitruvio e il tempietto dedicato a Giove. Il 4 e il 12 dicembre, a Capua e nella Villa Adriana di Tivoli, il professor Taus presenterà, in due convegni, il patrimonio romano di Fano.