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3 Gennaio 2004 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Antichi cosmetici romani ricordano i prodotti moderni
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LONDRA – Le donne all´ultima moda nell´antica Roma applicavano una crema di bellezza che non era affatto differente dai cosmetici in uso ancora oggi, hanno dichiarato i ricercatori.

Gli archeologi a Londra hanno trovato un vasetto con coperchio, contenente una crema biancastra ancora in buone condizioni. E´ stata datata alla metà del II secolo d.C..

Il chimico Richard Evershed dell´Università di Bristol ed i suoi colleghi hanno determinato che la crema conteneva grassi animali raffinati, amido e ossido di stagno.

Basandosi sulle analisi, il gruppo ha sintetizzato la versione identica della crema bianca.

"Ha una piacevole consistenza quando spalmata sulla pelle" hanno scritto i ricercatori sulla rivista scientifica Nature.

"Inizialmente sembra piuttosto unta, per via dello scioglimento dei grassi al calore del corpo; ma in poco tempo l´azione dell´amido lascia sulla pelle una fresca levigatezza; da notarsi che l´amido è ancora usato a questo stesso proposito nella moderna cosmetica."

Il risultato suggerisce che le pecore o gli animali d´allevamento fossero la fonte dei grassi. Non è stata trovata invece alcuna traccia di profumazione.

L´acetato di piombo era di solito usato dai Romani per migliorare il colorito del volto; in mancanza di piombo, lo stagno delle antiche officine nell´ovest dell´Inghilterra poteva essere un accettabile sostituto, hanno dichiarato i ricercatori.

Hanno notato che lo stagno inorganico non ha proprietà medicamentose riconosciute. Invece, è piuttosto utilizzato come pigmento, ha spiegato il team di Evershed.

In più, lo stagno non è tossico. Per il II secolo d.C., i Romani avevano iniziato a riconoscere i rischi per la salute del piombo.