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1 Gennaio 2004 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Dal Convento affiorano antichi affreschi e una chiesa benedettina
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A Fondi continuano ad affiorare testimonianze e scoperte di natura archeologica, archivistica e pittorica risalenti per lo più a periodi dell´alto Medioevo e dei primi secoli dopo l´anno mille. Dopo il ritrovamento del sacello di San Magno, delle pitture due-trecentesche nella nicchia dell´altare della Madonna della Rocca, dell´Angelo della Madonna del Soccorso, dei regesti di San Magno, della firma sulla lunetta di San Domenico di Cristoforo Scacco, irrimediabilmente cancellata, delle litografie dell´"Exultet di Fondi" ed altro, sono venuti fuori ora gli affreschi nell´ex convento di San Domenico.

A darne notizia è il direttore dell´Ambiente e protezione civile della Regione, Raniero De Filippis, che ha effettuato diversi sopralluoghi nella sede dell´ex ospedale civile. Il complesso conventuale, una volta ristrutturato, dovrà ospitare il "Centro di educazione ambientale relativo alle problematiche dell´ecosistema marino". In questi giorni si stanno eseguendo dei sondaggi sulle antiche strutture. E le sorprese non mancano. Intanto, è venuta alla luce un´antica chiesa benedettina ad una navata, trasformata in sala capitolare nell´ampliamento del convento voluto da Onorato II, il quale fece costruire anche ex novo la chiesa di San Domenico. «Che non fu costruita - afferma De Filippis - previa demolizione della precedente, ma che fu realizzata ex novo, assieme anche ad un nuovo chiostro, accanto alla preesistente chiesa e venne ad ostruire l´ingresso dell´antica chiesa che era ubicato, sotto il campanile, rimasto inglobato nel convento». Nella cappella, dove furono tumulate per diversi anni le spoglie di San Tommaso d´Aquino, sono venuti fuori affreschi «di straordinaria bellezza e fattura». Si tratta di un San Michele Arcangelo e di un santo monaco (San Benedetto? San Onorato?). Insomma, un´altra pagina di «particolare importanza - conclude De Filippis - per la conoscenza della storia cittadina e della storia della chiesa locale».