Sono iniziate ieri le operazioni di demolizione dell´edificio che insiste sulla scena dell´antico teatro Romano di Terracina, in piazza Municipio, nel centro storico alto. Il suo abbattimento consentirà la prosecuzione dei lavori di scavo iniziati due anni fa che sono parte integrante di un progetto firmato dalla Sovrintendenza che ha l´obiettivo di riportare alla luce l´intero teatro e ridonarlo alla città per una completa fruibilità.
Sono passati circa dodici mesi dall´approvazione del progetto di abbattimento, dopo una querelle molto più lunga che ha visto da una parte i sostenitori del recupero di quegli edifici, di origini medievali, e chi invece, come l´attuale maggioranza, aveva deciso di salvaguardare il recupero di età Romana scegliendo la via della demolizione. Ieri mattina, dopo aver vinto la gara d´appalto, la ditta Parsifal ha iniziato a recintare l´area. I due fabbricati, ormai in disuso, saranno smantellati manualmente. Un operazione delicata nelle modalità e nei tempi che tende a salvaguardare i resti delle fondamenta della parte scenica. «L´intervento è stato fortemente voluto dall´amministrazione e inserito senza indugi nel programma di governo - ha detto ieri il sindaco Stefano Nardi - Si va quindi incontro ad una richiesta portata avanti dalla stragrande maggioranza dei cittadini i quali avevano respinto le vecchie ipotesi di recupero degli edifici oggetto della demolizione, altrimenti destinati a semplici alloggi provvisori. Vogliamo riqualificare un sito archeologico di rilevante interesse nazionale e dotare il nostro centro storico alto dell´ennesima attrattiva turistica».
Il teatro è stato costruito nel periodo tardo repubblicano ed è stato modificato in età imperiale (1 sec A.C. - 1 sec. D.C.). Contiene circa 2.000 posti, come la tradizione Romana voleva per i teatri delle sue Province, e se recuperato interamente alla funzionalità come previsto nel progetto, diventerebbe il primo palcoscenico della città, situato in pieno centro storico. E proprio sul posizionamento centrale che sono nate alcune osservazioni dell´Archeoclub. «Nel progetto di recupero funzionale non è previsto un piano d´impatto urbanistico e di viabilità del centro storico. Pensare a oltre duemila persone che si recano in piazza per assistere alle rappresentazioni di questo splendido pezzo di storia antica, senza un programma che ne disciplini accessi ed impatti, è un grosso limite che rischierebbe di perdere gli sforzi di recupero». Ad oggi gli scavi hanno portato alla scoperta di buona della cavea e del proscenio. Ora sono orientati a ridare alla luce l´antico tempio di vicolo Pertinace.
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