E' stata una delle prime città-stato del mondo: Arslantepe ('collina dei leoni'), nell'Anatolia Orientale, si presenta oggi come una collina artificiale formata dalla sovrapposizione di villaggi e città costruiti l'uno sull'altro nel corso di una storia millenaria. Ed è stata la Missione Archeologica Italiana dell'Università 'La Sapienza' di Roma a condurre, negli ultimi quarant'anni, gli scavi sull'antico sito, presso l'odierna città di Malatya, nella Turchia orientale. Si tratta di uno dei sette Grandi Scavi d'Ateneo sostenuti direttamente dall'Università in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e con il MIUR. I risultati di questo impegnativo e accurato lavoro, avviato nel 1961, sono ora presentati per la prima volta al pubblico nella mostra allestita nei Mercati di Traiano e curata da Marcella Frangipane, Direttrice della Missione Archeologica Italiana dell'Università di Roma 'La Sapienza'. L'esposizione rientra nelle celebrazioni per i settecento anni dall'istituzione dell'Ateneo romano.
In mostra circa 200 reperti di eccezionale valore storico provenienti da quell'area che, insieme alla Mesopotamia, fu la sede delle prime civiltà urbane del mondo antico. La collina artificiale ('tell'), di altezza pari a circa 30 metri e con una superficie di 4 ettari, è stata occupata ininterrottamente dal V millennio a.C. all'età romana e bizantina (IV-VI sec. d.C.), quando fu costruita Melitene (attuale Eski Malatya) in posizione più vicina al corso dell'Eufrate.
Gli scavi hanno portato alla luce testimonianze che consentono di ricostruire fenomeni cruciali per la storia dell'uomo, come la nascita del potere organizzato, delle società di classe, della burocrazia. I reperti esposti riportano dunque indietro nel tempo, alle radici dell'organizzazione sociale dell'uomo: numerose sono le 'cretulae', i grumi di argilla con le impressioni di centinaia di sigilli diversi usati come documenti-ricevuta; e ancora armi, tra cui le prime spade mai utilizzate al mondo; il corredo funebre di una tomba reale, con vasellame, gioielli e armi. Alcune ricostruzioni in scala reale consentono di conoscere strutture del sito archeologico come la tomba reale, un angolo di magazzino, e i muri dipinti del complesso palatino.
La Missione Italiana ha dunque 'firmato' un importante successo per la conoscenza della storia delle prime società umane, dimostrando - come ha sottolineato la curatrice, Marcella Frangipane - come l'archeologia spesso tenda a divenire antropologia.
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