Come promesso, questa mattina Franco Valente, consigliere comunale di minoranza a Venafro, ha manifestato all'interno del Verlasce di Venafro per denunciare il comportamento della Soprintendenza ai beni culturali del Molise.
L'architetto venafrano si è recato a metà mattinata nell'antico anfiteatro romano di epoca imperiale accompagnato da una cinquantina di persone che gli hanno manifestato simpatia e solidarietà.
Tra i presenti anche i due assessori comunali, Michele Mascio e Benedetto Iannacone, che hanno dichiarato di condividere le ragioni della protesta di Valente.
L'architetto si è presentato armato di bombolette di vernice spray e di alcune lenzuola bianche. Con le bombolette ha scritto alcune frasi significative sulle lamiere che da oltre un decennio delimitano l'area nella quale sono iniziati e poi immediatamente sospesi gli interventi di scavo da parte di una impresa che poi, dopo aver chiuso il cantiere, ha ottenuto anche un risarcimento per alcune centinaia di milioni di lire dal Ministero.
Valente è poi salito con una scala sulla sommità di uno degli edifici di epoca medievale che sono stati costruiti sull'antica struttura romana facendo del Verlasce una caratteristica piazza chiusa a forma ellittica. L'edificio sul quale Valente è salito è uno di quelli interessati dai numerosi crolli che si sono verificati negli ultimi anni nel Verlasce, monumento tra i più importanti del Molise completamente abbandonato dalla Soprintedenza ai beni archeologici, che non ha previsto alcun intervento su questo sito.
A pochi metri dal luogo dove Valente ha protestato è stato posto già da tre anni un cartello che annuncia la realizzazione di lavori per eliminare il pericolo per l'incolumità pubblica. Ma basta guardarsi intorno per capire che l'incolumità dei cittadini rimane in pericolo. Infatti i muri e i tetti degli edifici del Verlasce sono fatiscenti e potrebbero crollare da un momento all'altro, con grave pericolo per le persone che quotidianamente frequentano questo luogo. Tra loro alcuni pensionati che hanno costruito nel centro della piazza un piccolo campo da bocce.
Valente ha spiegato i motivi della sua clamorosa protesta. Innanzitutto ha puntato l'indice contro la Soprintendenza ai beni culturali che in questi anni ha completamente ignorato Venafro, nonostante si tratti - come ha precisato Valente - della città più ricca di beni archeologici e architettonici del Molise. Un atteggiamento inaccettabile, che Valente ha voluto denunciare con forza.
Poi il consigliere di opposizione è entrato nel dettaglio ricordando la storia recente del Verlasce. Un finaziamento di oltre due miliardi, stanziato oltre 15 anni fa, è stato perduto. Con quei soldi si doveva recuperare questo monumento, facendo venire alla luce le strutture romane che si trovano sotto il piano calpestabile. In effetti la ditta iniziò questi lavori, effettuando degli scavi che hanno fatto riemergere queste murature, ma poi, dopo poche settimane, i lavori si sono bloccati e i reperti sono stati abbandonati all'incuria e alle intemperanze climatiche risultato seriamente compromessi e danneggiati anche e soprattutto per le infiltrazioni di acqua.
Nel frattempo, negli ultimi dieci anni, si sono verificati numerosi crolli che stanno distruggendo gli edifici di epoca medievale. Tutto è accaduto nella più totale indifferenza delle istituzioni, a partire dalla stessa Soprintendenza. La quale una decina di anni fa aveva anche avviato le procedure per l'esproprio degli immobili spendendo circa due miliardi, ma tali procedure a distanza di anni non sono state ancora completate, con l'effetto che molti di questi immobili ancora non entrano a far parte del patrimonio pubblico e contemporaneamente sono stati abbandonati dai vecchi proprietari, ormai rassegnati all'esproprio.
Da registrare che questa protesta, sicuramente condivisibile, non ha visto la partecipazione né del sindaco facente funzioni, Nicandro Cotugno, né dell'assessore alla cultura, Tonino Atella e nemmeno dell'assessore ai lavori pubblici, Sergio Petrecca. I quali, evidentemente, non sono interessati alle sorti del patrimonio archeologico ed architettonico della loro città.
Ma Valente non si è limitato soltanto a parlare della vicenda del Verlasce, ma ha chiamato in causa la Soprintendenza per la questione dei due parcheggi che la Regione e il Comune intendono realizzare nei pressi di due aree archeologiche completamente dimenticate. L'assessore ai lavori pubblici del Comune, Sergio Petrecca - la cui casa paterna si affaccia proprio sul Verlasce - ha spiegato di recente che non si tratta di parcheggi ma di "aree attrezzate". Petrecca è il grande "sponsor" di questi due progetti - uno dei quali porta la firma di un professionista a lui molto legato - che prevedono una spesa di oltre due miliardi di vecchie lire per realizzare una quindicina di posti macchina. Il primo parcheggio è previsto lungo via Colonia Giulia, proprio a ridosso del Verlasce.
Il secondo, quello che più fa gridare allo scandalo, dovrebbe invece sorgere a ridosso del teatro di Sant'Aniello e prevede l'abbattimento di antiche murature, tra le quali i resti di una antica porta della città di Venafro. Si tratta di progetti approvati con grande tranquillità dalla Soprintendenza, che non si è minimanente preoccupata - secondo Valente - di tutelare quest'area e questi reperti. Tra l'altro - e questo è un aspetto davvero paradossale - le due "aree attrezzate" dovrebbero sorgere a servizio di due aree archeologiche completamente abbandonate e non fruibili da turisti o cittadini. Progetti approvati a cuor leggero dalla stessa Soprintendenza che in questi giorni sta cercando di bloccare i lavori di costruzione della variante esterna di Venafro per il ritrovamento di alcuni reperti di scarso valore nella piana di Venafro.
Infatti, come detto, il Verlasce è pericolante e, più che come sito di interesse turistico, potrebbe essere visitato come monumento allo spreco ed al disinteresse delle pubbliche istituzioni, a partire dal Ministero per i beni culturali. Tra l'altro potrebbe essere pericoloso per i turisti fare una passeggiata all'interno dello stesso Verlasce. Il teatro romano di Sant'Aniello è invece chiuso da oltre un decennio: qui la Soprintendenza ha sospeso ogni attività di scavo o di recupero e l'area è inaccessibile a chiunque, tranne che ad un piccolo gregge di pecore e capre che, passando dalla zona pedemontana, vanno a pascolare nell'antico teatro al quale è annessa anche una zona termale.
Insomma la Soprintendenza, il Comune e la Regione spendono soldi per costruire aree attrezzate al servizio di qualcosa che non esiste. E' come se qualcuno decidesse di costruire un'astronave per andare su un pianeta che non esiste. Valente in passato, a proposito di questi due parcheggi, si è già rivolto alla Corte dei Conti, che però - fino ad oggi - non è ancora intervenuta. Inoltre vi sarebbero delle incongruità nei progetti presentati. Vi è però a margine di questa denuncia un fatto politico: infatti proprio in questi giorni la giunta comunale, sostenuta dallo stesso Valente, ha approvato i due progetti, manifestando quindi una chiara volontà ad assecondare due opere inutili e costose. Opere che sono state progettate e saranno realizzate da progettisti e imprese vicine al partito del sindaco facente funzioni e dell'assessore ai lavori pubblici, vale a dire Forza Italia.
Durante la manifestazione c'è stato anche un momento di paura. Mentre Valente stava scendendo per tornare nel Verlasce, la scala che stava usando si è rotta e il consigliere comunale è caduto precipitando da un'altezza di circa cinque metri. Per fortuna indossava un caso antinfortunio, di quelli che si usano nei cantieri edili. Infatti Valente ha battuto la testa contro un masso, ma è rimasto praticamente indenne riportato soltanto qualche contusione alla mano e ad una gamba. Nell'incidente è rimasto coinvolto anche l'assessore Michele Mascio, che stava reggendo la scala. Tanta paura, dunque, ma per fortuna nessuna seria conseguenza.
Valente ha annunciato che la sua protesta non finirà qui. Infatti è sua intenzione portare il caso all'attenzione della stampa nazionale e degli organi competenti. Un gruppo di persone è già al lavoro per far diventare quello di Venafro un caso nazionale. Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori iniziative.
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