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11 Febbraio 2004 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
Gli archeologi giapponesi trovano una strada nella villa di Augusto
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«Potrebbe trattarsi della strada che girava attorno alla parte di edificio attualmente scavato» spiega Masanori Aoyagi, coordinatore dello scavo e professore d´archeologia all´Università di Tokio, a proposito dell´ultima struttura riportata alla luce in quell´edificio che si ritiene possa essere la villa «apud Nolam» (presso Nola) dove morì Augusto, il fondatore dell´impero romano.

Ma potrebbe anche trattarsi di un´area aperta, una piazza, interamente ricoperta da lastroni di lava vista l´importanza della struttura. Quello che è certo, per ora, è che il tutto fu realizzato con enorme cura: gli spazi tra le lastre furono chiusi con coccipesto di ottima fattura in modo da bloccarne i movimenti. «E' assolutamente straordinario, questo scavo. Sono veramente sorpresa, di quanto sta emergendo e per la conduzione dei lavori» sottolineato l´ambasciatrice vedendo i lavori che la missione archeologica giapponese sta effettuando su concessione del Ministero per i Beni Culturali italiano e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica di Napoli. «Faremo di tutto ha aggiunto - perché lo scavo sia continuato anche se occorrerà molto tempo.

Un grande impegno che per poter essere portato avanti dovrà poter contare sulla collaborazione congiunta di Giappone e Italia». Intanto, sono stati catalogati i reperti ceramici trovati nel sito. Una parte di essi è riconducibile a elementi di uso comune: lucerne, anfore, di produzione locale. Altri, invece, arrivano dalla Tunisia, dalla Spagna e dall´Asia, a dimostrazione che gli abitanti del sito dovevano avere una elevata agiatezza, se usavano ceramiche d´importazione in un edificio dell´entroterra.

Della parte emersa, sarà realizzata una ricostruzione tridimensionale a cui lavoreranno tecnici informatici giapponesi coordinati dal professor Katsushi Ikeuchi, docente d´informatica all´Università di Tokio, e esperti di ricostruzioni virtuali italiani.