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5 Febbraio 2004 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Insospettate abilità dei chirurghi del medioevo
tempo di lettura previsto 2 min. circa

I chirurghi potavano avanti complicate operazioni di chirurgia cerebrale nei tempi medioevali, come mostrano i resti di un corpo trovato ad uno scavo archeologico.

Un teschio appartenente ad un uomo di 40 anni, che visse tra il 960 ed il 1, 100 d.C., è la più solida evidenza di chirurgia cranica, hanno dichiarato i suoi scopritori.

I resti, trovati nello Yorkshire, mostrano che l´uomo sopravvisse ad un altrimenti fatale colpo alla testa grazie alla chirurgia.

Circa 700 scheletri sono stati dissotterrati dall´English Heritage ad un sito presso Malton.

Gli scienziati hanno esaminato i resti del villaggio, ora deserto, di Wharram Percy.

Una volta attiva comunità costruita presso pascoli e terre coltivabili, cadde in rapido declino dopo la Morte Nera, e fu abbandonata completamente.

Il cranio in questione, datato all´XI secolo, è stato colpito da un colpo pressoché fatale da un´arma appuntita, causando una grave frattura depressa sul lato sinistro.

Un esame più ravvicinato ha rivelato che la vittima era stata salvata da un intervento chirurgico di trapanamento del cranio.

Un´area rettangolare della scatola cranica, delle misure di 9 cm per 10, venne probabilmente sollevata per permettere ai segmenti dell´osso depresso di essere accuratamente rimosso.

Ciò avrebbe alleggerito la pressione sul cervello.

Scritti greci e romani documentano la tecniche di trapanatura per trattare le fratture del cranio, ma non se ne fa menzione nella letteratura anglosassone.

Alcuni storici hanno teorizzato che l´Europa occidentale fu privata di simili conoscenze chirurgiche per secoli dopo la caduta di Alessandria del VII secolo.

Il dr. Simon Mays, biologi dello scheletro al Centro dell´English Heritage per l´Archeologia, ha dichiarato: "Questo cranio è la migliore evidenza di cui disponiamo che la chirurgia craniale fosse portata avanti in Inghilterra a quei tempi.

"Ciò predata i racconti medioevali scritti della procedura da almeno 1, 000 anni e si trova a mille miglia di distanza dalle nozioni secondo cui i guaritori anglosassoni lavoravano solo con incantesimi e pozioni.

"Il cranio, appartenuto ad un uomo di circa 40 anni dello Yorkshire, mostra che le fratture guarirono bene.

Gli scienziati ritengono che il foro rimasto fu probabilmente chiuso con tessuto rigido cicatriziale, ma si sono anche chiesti come potesse un semplice abitante del villaggio essere stato in grado di affrontare questa complicata procedura medica.

Esami degli altri scheletri al sito hanno rivelato un alto livello di malnutrizione, malattia e problemi nella crescita.

Il dr Mays ha dichiarato: "L´abilità medica era riservata alle elite.

"Così i trattamenti portati avanti sull´abitante di Wharram non combaciano con le nostre conoscenze del periodo.

"Sembra più probabile che l´operazione sia stata condotta da un guaritore itinerante di insolita bravura, il cui acume medico si tramandava per tradizione orale."

Dieci degli altri scheletri, incluso un bambino, mostrano segni di ferite alla testa causate da oggetti contundenti.

"La violenza a Wharram sembrava coinvolgere oggetti che erano a portata di mano, come attrezzi agricoli.

"L´abitante del villaggio fu probabilmente coinvolto nell´equivalente medioevale di una rissa da bar, o potrebbe essere stato vittima di una rapina o di una faida familiare."