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29 Settembre 2004 ARCHEOLOGIA
CulturalWeb.it
Riemerge l'ingresso della Basilida nella Villa di Augusto a Somma Vesuviana
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Intanto, gli archeologi hanno riportato alla vista il mosaico che ornava il calpestio dell´ambiente posto tra il peristilio e l´ingresso ad archi della villa.

L´impianto musivo, a tessere quadrate, bianche e nere, di circa due centimetri di lato, secondo il professor Masanori Aoyagi, che è responsabile della missione nipponica, risale al III secolo a.C., considerato che non ci sono decorazioni che potrebbero farlo datare in altro periodo.

Elemento interessante è lo scavo dell´area nord – ovest degli ambienti dove è stato rinvenuto un abside murato nella sua parte frontale e un salone in antico destinato a funzioni di rappresentanza, poi trasformato in ambiente destinato ad accogliere prodotti e attrezzi agricoli.

Ancora, interessante è la sequenza di eruzioni di cui si sono trovate tracce all´interno della struttura e che premettono di scrivere una nuova pagina scientifica sull´impatto dell´elemento vulcano nell´area nord del Vesuvio e dopo l´eruzione del 79 d.C.. Lo studio è stato effettuato da Annamaria Perrotta e Claudio Scarpati, vulcanologi dell´Università Federico II di Napoli, che hanno trovato tracce di lahar (sono colate di cenere mista ad acqua, fredde o bollenti, che si verificano nei gironi immediatamente seguenti le eruzioni) e di almeno quattro eruzioni posteriori a quella del 79 d.C., che contribuirono alla distruzione e alla copertura della villa con lapilli e cenere, e due delle quali risalirebbero al Medio Evo.

Invece, nelle settimane immediatamente seguenti la catastrofe del 79, la villa fu ripulita dai depositi e ne fu subito ripristinato l´uso, a dimostrazione che la proprietà rientrava nell´orbita dei possedimenti reali.