sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
7 Settembre 2004 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Monetine dal cielo... o da qualche altro luogo
tempo di lettura previsto 5 min. circa

Come possono essere andate a finire centinaia di migliaia di monete di bronzo del regno di Alessandro Jannaeus sul fondo del Mar Nero?

Per alcuni anni tra gli appassionati di antichità in Israele circolava voce di un presunto tesoro di monete scoperto lungo le coste del Mar Morto. Secondo Donald Zvi Ariel, capo della divisione numismatica presso l´Autorità per le Antichità Israeliane, un inviato dell´Università di Haifa, 15 anni fa, riconsegnò una busta con 190 antiche monete. Il contatto raccontava di aver visitato le rive del Mar Morto - una località un sito a sud di Ein Feshkha - di aver infilato la mano nelle acque poco profonde, ed aver riportato su dal fondo una manciata di monete. Poiché l´area del ritrovamento si trova lungo la Riva Occidentale, Ariel ha rinunciato ad esaminarle con maggior accuratezza, e ha inviato la busta all´Ufficio per gli Affari archeologici del quartier generale militare del governo.

Gli ufficiali militari incaricati delle scoperte archeologiche, hanno esaminato la questione, e la notizia ha cominciato a girare tra ladri di antichità, cercatori di tesori, e mercanti d´arte della Gerusalemme Orientale. La notizia è apparsa anche in varie riviste specializzate, ma non è stata comunque pubblicizzata ampiamente.

Trovare una simile quantità di monete antiche è un sogno per archeologi e collezionisti. E´ qualcosa di piuttosto difficile e raro, poiché chiunque decida di nascondere un tesoro, si accerta di nasconderlo adeguatamente. Tra i tesori di monete recuperati in Israele, si ricorda quello di Mamshit (Kurnub), ove sono state trovate più di 9, 000 monete di grande pregio, mentre un numero considerevole di shekel d´argento di Tiro fu scoperto 40 anni or sono a Isfiya sul Monte Carmelo.

Il tesoro del Mar Nero non ispira grande emozione, poiché le monete di bronzo sono molto comuni, ne circola già un grande numero in Israele, ed il loro valore è basso. Per avere un´idea, il valore di mercato delle monete d´argento datate al periodo del Secondo Tempio possono raggiungere le centinaia o migliaia di dollari ognuna. Le piccole monete d´argento del tipo "yahad" sono vendute per migliaia di dollari sul mercato di antichità (l´iscrizione Yahad appare anche sugli attuali shekel, in una forma copiata dall´antica moneta). Gli shekel d´argento del periodo della Grande Rivolta e monete coniate durante la Rivolta di Bar Kochba sono valutate centinaia o migliaia di dollari. Si ricorda anche qualche caso di monete vendute all´asta per decine di migliaia di dollari, e qualcuna per circa 100, 000-200, 000 $.

Le monete del Mar Morto saranno valutate sui 10-20 dollari, a seconda delle condizioni di preservazione; in passato raggiungevano anche i 35, ma sono molto diffuse ed il loro valore inflazionato.

Quel che è speciale di questo ritrovamento, quindi, non è tanto il valore intrinseco degli oggetti, quanto il numero di monete. Gli studiosi sostengono potrebbero essere circa 300, 000. Si tratta di un numero senza precedenti in Israele e forse nel mondo intero. Un altro aspetto interessante è che le monete, con poche eccezioni, appartengono allo stessa serie: coniate nel corso del regno del re asmoneano Alessandro Jannaeus, che regnò dal 104-76 a.C.

Il peso medio di ogni moneta è inferiore al grammo; ve ne sono alcune che superano i 3 grammi, e piccolissime che pesano un decimo di grammo. La maggior parte è piuttosto ben preservata, poiché hanno riposato per 2, 000 anni sul fondo del Mar Morto, con le sue acque povere di ossigeno.

Un lato della moneta raffigura l´ancora di una nave con la scritta greca "Re Alessandro". L´ancora era un simbolo reale dei regnanti seleucidi (eredi di Alessandro Magno) ed Ariel ritiene che Jannaeus lo avesse adottato per dare alle monete il valore di conio standard.

Alla vista dell´enorme numero di monete, e del loro esiguo valore, la questione che si è levata è: chi le ha nascoste qui? Ovvero: chi ha gettato via così tante monete, il cui peso complessivo può raggiungere i 200 chilogrammi? E perché?

La posizione del tesoro può aiutare a formulare delle teorie. Le monete sono state trovate a decine di metri dalla costa. La scoperta è stata possibile perché la linea di costa è gradualmente arretrata negli anni recenti e chiunque si bagnasse nelle acque poco profonde avrebbe potuto accorgersene. Vi è un antico forte israelita sulla spiaggia vicina, scavato dall´archeologo Yizhar Hirschfeld. Quella spiaggia aveva un molo a cui si assicuravano le barche, ed è possibile che sacche contenenti queste monete siano cadute fuoribordo da una nave nel corso di una tempesta. Cosa si deve intendere però per sacchi di monete? Forse si trattava delle paghe per i soldati di Alexander Jannaeus di stanza nell´area, e forse per i soldati appostati al forte di Macherus sulla spiaggia orientale del Mar Morto.

Un´altra teoria interessante è stata proposta dagli archeologi Hanan Eshel and Boaz Zisso. Eshel è un ricercatore che ha preso parte agli scavi ai siti di Qumran e lungo il Mar Morto. Secondo quanto ha spiegato, esistono diversi insegnamenti talmudici sul modo adeguato di disporre del prutot, l´antico equivalente delle monete date in offerta, che per varie ragioni, non poteva essere portato fino al Tempio: le monete in questi casi dovevano essere "condotte al Mar Morto" perché vi fossero disperse.

La spiaggia dove sono state trovate è vicina all´estuario del Kidron, lungo il quale correvano le strade che conducevano a Gerusalemme, e altri autori ipotizzano che il prutot di bronzo possa essere stato portato lì dagli oppositori della corrente prevalente giudaica, che rifiutavano di presentare offerte al Tempio. Invece di donare i soldi, li riversavano nel mare.