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4 Settembre 2004 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Gli egittologi francesi difendono la teoria delle piramidi
tempo di lettura previsto 3 min. circa

CAIRO – Una coppia di archeologi francesi ritiene di avere trovato una camera in precedenza sconosciuta nella Grande Piramide, e chiede al direttore delle Antichità Egiziane di ritornare sulle sue posizioni e concedere loro l´autorizzazione a testare la nuova teoria, praticando nuovi fori con il trapano nella struttura di 4, 600 anni.

Jean Yves Verd´hurt ed il suo collega francese Gilles Dormion, che hanno studiato la struttura delle piramidi per più di 20 anni, esporranno le loro teorie al IX Congresso Internazionale di Egittologia di Grenoble, Francia, che avrà inizio lunedì.

Da questa settimana sarà inoltre disponibile il loro libro, in cui illustrano lo studio nel dettaglio.

Le ricerche sarebbero probabilmente ad uno stadio più avanzato, se i due ricercatori non avessero trovato Zahi Hawass sulla loro via. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi, infatti, il Direttore del Supremo Consiglio di Antichità, ha calorosamente respinto le nuove teorie.

"Vi sono 300 differenti versioni, concernenti sale ed altre cose nascoste all´interno, e se dovessi accordare ad ognuno il permesso di verificarle, a quest´ora la piramide, costruita con il sangue degli egiziani, sarebbe ridotta a poco più che un cumulo di macerie" ha dichiarato Hawass. "Non permetterò che il sangue egiziano sia danneggiato da due dilettanti".

Hawass ha aggiunto che richieste precedenti dei due francesi erano giunte negli anni 1999 e 2003, sempre respinte.

Nel loro libro "La Sala di Cheope", Dormion e Verd´hurt spiegano che uno studio del 1988 dell´area al di sotto della camera funeraria detta "della regina", ha scoperto quella che sembrerebbe essere una "struttura" di 11 piedi, secondo la rivista francese Science e Future.

"Lo studio di questa parte della piramide è sempre stato negato, perché vi sono delle griglie che bloccano l´accesso" scrivono. "Mentre stavamo lavorando sui condotti per la ventilazione, nel 1988, siamo stati in grado di penetrare nelle profondità e studiare brevemente, ma non abbastanza da scoprire qualcosa di essenziale.

Verd´hurt ride alla definizione di Hawass "dilettanti", citando le relazioni – un tempo strette – intrattenute con gli ufficiali delle antichità egiziane nel 1988 per lavori presso la piramide di Medium, a sud del Cairo, che si data a più di 4, 500 anni or sono, alla IV dinastia faraonica.

I lavori a Medium, secondo Verd´hurt, avevano condotto alla scoperta di due sale e due passaggi che erano, fino ad allora "indisturbati e sconosciuti".

Verd´hurt e Dormion vorrebbero condurre una ricerca simile presso la Grande Piramide, costruita da Khufu, un regnante anche conosciuto come Cheope.

"Vorremmo verificare il risultato dei nostri calcoli architettonici, usando un radar che ci confermi l´esistenza di un passaggio e di un sistema di chiusure. Credo che ci potrebbe essere almeno accordato di effettuare queste verifiche - non invasive - per poter continuare nel nostro lavoro."

Verd´hurt sostiene che l´opposizione degli egiziani alla loro teoria è "vergognosa". Per questo, progettano di riproporre la questione a Hawass in quel di Grenoble, ma Hawass ha già fatto sapere che non intende parlare con loro.

Verd´hurt si è detto deluso dal rifiuto di Hawass.

"E´ vero che Cheope suscita interessi, passioni, perfino fanatismi, ma la nostra è una richiesta legittima e semplice. Credo sia davvero irragionevole che si rifiuti di sedere con noi attorno ad un tavolo e ascoltare quel che abbiamo da dire."