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4 Agosto 2004 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Una città sotterranea come rifugio
tempo di lettura previsto 2 min. circa

TEHRAN - Gli archeologi ritengono che una città sotterranea, recentemente scoperta nell´Iran centrale, avesse funzione di rifugio collettivo per i suoi residenti in caso di attacco nemico.

La città, situata sotto il piccolo villaggio di Nushabad presso Kashan, si caratterizza per strutture architettoniche simili a labirinti, che iniziano a 2.5 metri al di sotto della superficie e corrono per 18 metri di profondità.

Gli abitanti di Nushabad raccontavano da tempo di corridoi e camere sotterranei, individuati mentre scavavano la fosse asettiche, in quanto molte città iraniane mancano di un sistema di fognature.

Gli archeologi, sulla base di queste segnalazioni, hanno iniziato le ricerche nell´area, ma non hanno trovato alcun indizio fino alla seconda settimana di scavo, quando uno sterratore diciottenne, di nome Ali Reza Khabbazi ha individuato quella che si è scoperto essere una città sotterranea, i cui tre piani sono collegati da numerose rampe di scale.

"In oltre un mese, siamo riusciti a trovare la città che ha circa 43 scalini tra un piano e l´altro" ha dichiarato Zahra Sarokhani, capo del gruppo di ricerca, composto di archeologi, architetti ed esperti di storia e geografia.

Il gruppo sta lavorando attualmente su due laboratori alle estremità della città di Nushabad, 170 ettari di estensione. Hanno già potuto concludere che i corridoi si dispongono ad attraversare la città sotterranea come in un labirinto, ma si domandano ancora se l´intero complesso sia disposto su tre piani.

Riferendosi ai testi storici ed ai documenti, Sarokhani ha proposto la teoria che la città servisse come rifugio collettivo, dal momento che Kashan, nella Provincia di Isafahan, era un importante crocevia per gli scambi commerciali, quindi piuttosto suscettibile agli attacchi di banditi ed altri invasori, tra cui Selgiuchidi e Mongoli. Gli archeologi hanno scoperto anche alcune pietre di mulino, che indicano come gli abitanti usassero vivere nel rifugio per parecchi giorni o probabilmente per settimane.

"La città è costruita secondo un piano sistematico ed è probabile che tutti i residenti abbiano partecipato ai lavori, dal momento che sembrerebbe una missione veramente colossale" ha dichiarato Ehsan Zxera´at, studioso di architettura. Gli archeologi, fino ad ora, hanno riportato alla luce diversi contenitori di terracotta, e due lanterne ad olio. Le ceramiche si datano dalla dinastia Sassanide (226-651) all´era Safavide (1501-1722), ha dichiarato Sadar, uno studioso di archeologia, che ha aggiunto: "la città è stata costruita nell´era Sassanide, ed è stata abitata ed usata fino al periodo Safavide".

Il prossimo anno il gruppo di ricerca intende chiedere un aiuto a sociologi ed antropologi per determinare lo stile di vita degli abitanti. Kashan è una città nell´oasi del deserto, alle pendici orientali della Catena Iraniana Centrale. Kashan fu in passato un´importante stazione per le rotte carovaniere tra Kerman e Isfhan; vanta numerosi monumenti antichi, i più famosi dei quali sono il mausoleo di Shah Abbas 1, la moschea del XII secolo, ed i palazzi reali Savafidi, a sud-ovest del centro cittadino.