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18 Giugno 2005 ARCHEOLOGIA
Science News
ANTICHI VETRAI : GLI EGIZIANI PRODUCEVANO LINGOTTI PER IL COMMERCIO MEDITERRANEO
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Quando i faraoni regnavano in Egitto, i mercanti in viaggio per il Mediterraneo scambiavano preziosi oggetti di vetro, per cementare alleanze politiche. Nuove scoperte archeologiche indicano che attorno a 3, 250 anni or sono, l´Egitto divenne uno dei principali produttori di vetro che veniva esportato per tutta la regione, per essere poi rilavorato dagli artigiani locali.

La scoperta fissa il secolare dibattito sul se gli antichi egizi producessero il vetro da sé o lo importassero dalla Mesopotamia, scrivono Thilo Rehren dell´University College di Londra ed Edgar B. Pusch del Pelizaeus Museum di Hildesheim in Germania, sul numero del 17 giugno della rivista Science.

I più antichi resti di vetro provengono da un sito mesopotamico di 3, 500 anni or sono, che secondo alcuni ricercatori era un deposito dell´antico Egitto. Gli scavi a Qantir, un villaggio sul Delta del Nilo orientale, mostrano i resti di un´industria per la produzione del vetro ancora operativa in quel periodo, riportano i due archeologi.

"Rehren e Pusch mostrano con dovizia di dettagli che gli egiziani producevano il loro vetro in strutture ampie e specializzate che si trovavano sotto il controllo reale" sottolinea l´archeologa Caroline M Jackson, dell´Università di Sheffield, in Inghilterra, in un commento pubblicato con il nuovo rapporto.

I ricercatori a Qantir hanno fino ad ora scoperto pezzi di centinaia di contenitori di ceramica, alcuni con pezzi di vetro ancora attaccati. Altre scoperte includono scarti di produzione. Analisi chimiche di questi materiali hanno offerto dati circa gli ingredienti per la produzione di vetro usata al sito.

Questa evidenza riflette un processo di produzione del vetro in due stadi, sostengono gli scienziati.

Nel primo stadio, gli Egiziani frantumavano i ciottoli di quarzo in una cenere ricca di alcali e riscaldavano la mistura a temperature relativamente basse in piccoli contenitori d´argilla che erano probabilmente giare da birra riciclati. In seguito, rimuovevano il materiale vetroso risultante dalle giare e lo riducevano in polvere, quindi lo ripulivano, lo coloravano di rosso o blu con ossidi di metallo.

Nel secondo stadio, gli operai versavano questa polvere mediante imbuti d´argilla in crogioli di ceramica e lo fondevano ad alte temperature. Dopo il raffreddamento, rompevano i crogioli per rimuovere i blocchi di vetro che ne mantenevano la forma.

Rehren e Pusch propongono che gli Egiziani esportassero questi lingotti ai laboratori di tutto il Mediterraneo, dove gli artigiani li scaldavano ancora e modellavano in oggetti decorativi. La composizione chimica dei contenitori di vetro e di altri reperti trovati presso vari siti d´elite del Mediterraneo si datano al tempo di Ramses II e corrispondono ai lingotti egiziani, puntualizza Jackson.

Esistono anche evidenze indirette dell´antica produzione di vetro da parte degli antichi egiziani. Per esempio, presso l´antica città egiziana di Amarna, gli archeologi hanno trovato contenitori di ceramica risalenti a più di 3, 300 anni or sono, che potrebbero essere serviti come forme per modellare il vetro. Inoltre, un relitto dell´Età del bronzo, scoperta nel 1987 a largo della costa turca, conteneva lingotti di vetro corrispondenti in dimensione ai contenitori dell´Amarna.