Un oggetto ordinario, d'uso comune e assai diffuso a tutte le epoche può rivelarsi foriero di preziose indicazioni storiche contribuendo a fornire una testimonianza più precisa su fatti e personaggi di un momento cruciale della storia dell'umanità.
È il caso di una grossa àncora ritrovata casualmente sulla riva israeliana del Mar Morto e databile, in base ai reperti ceramici recuperati accanto, tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio dell'era volgare. La sicurezza della datazione è poi fornita dall'analisi, subito eseguita, con il sistema del carbonio 14, che conferma e precisa come momento storico dell'àncora l'ultimo decennio del I secolo a. C. È dunque un reperto coevo all'infanzia di Nostro Signore, trovato proprio nella regione dove il Messia ha svolto la sua predicazione; ma le ipotesi dell'archeologo israeliano Gideon Hadas, lo studioso che ha recuperato e compiuto i primi accertamenti sull'àncora, vanno oltre: l'oggetto è di grosse dimensioni (è alto quasi due metri) e dunque doveva appartenere a un'imbarcazione ragguardevole, vale a dire proprio alla barca reale di Erode, il re di Giudea morto nel 4 a.C. che si macchiò della strage degli innocenti, a cui la Sacra Famiglia scampò con la fuga in Egitto.
L'àncora è praticamente intatta ed è interamente in legno, materiale tipico per simili manufatti nella Palestina dell'epoca: «È un reperto perfettamente conservato dall'acqua ricca di sale e di minerali del Mar Morto. Dalle notevoli dimensioni arguiamo che appartenesse a una barca di grande stazza, quasi certamente quella con cui Erode navigava tra le città del Mar Morto, come testimonia lo storico Giuseppe Flavio», dice Hadas a commento della sua scoperta avvenuta casualmente e non a seguito di scavi sistematici in una zona ancora poco esplorata dall'archeologia.
L'analisi della tipologia del reperto permette inoltre di stabilirne la provenienza; si tratta di un manufatto fabbricato in Egitto, dove ancore simili, risalenti al periodo tolemaico e romano, sono state trovate in villaggi della Valle del Nilo. Ora un'équipe di studiosi israeliani si è attivata a fare sondaggi nel sito del ritrovamento con la speranza di recuperare materiale della stessa epoca: e già frammenti di reti di pescatori e cocci di ceramica sono stati rinvenuti e saranno presto analizzati per precisare meglio il contesto archeologico in cui giaceva l'àncora di Erode.
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