Il passato riaffiora dal ventre della terra. Incrostato dalla polvere del tempo, un tempio vecchio duemilatrecento anni, e dedicato a una dea, è venuto alla luce durante gli scavi del fronte sud-occidentale di Pompei. E il portico, le cisterne, quel che rimane delle pitture sulle pareti interne, rivelano l´esistenza di una società pompeiana preromana. Che non viveva in un piccolo villaggio ma in una grande città.
Gli archeologi ipotizzano che la divinità del tempio sia Mefite, ossia la Venere dei sanniti. La stessa che, in marmo perlaceo, simbolo di sfrenata passione, troneggia nel salone dell´armatore greco innamorato pazzo di Fedra (film del ´63 di Jules Dassin). O ancora, la Mefite musa di Peter Greenaway ( Il ventre dell´architetto ) e Di Bernardo Bertolucci ( The dreamers ). Una Venere che vegliava sulla "sacra prostituzione". Così veniva chiamato il rito delle acque, in cui le fanciulle ricevevano una moneta e perdevano la verginità prima di sposarsi. La cerimonia avveniva nelle stanze da bagno (i balnea) del tempio in cui sorgeva l´impianto termale.
Assieme all´edificio e alle terme, si sono riaffacciati al 2004 anche due profonde cisterne. E diverse lucerne, che le vestali dovevano tenere sempre accese perché la dea non vedesse mai le tenebre. E poi piatti che contenevano frutta e petali di fiori, coppette colme di vini, terracotte votive, monete, conchiglie e blocchetti di porpora che venivano utilizzati per i riti. Ossa umane.
Gli scavi sono stati effettuati dalla Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera dell´Università della Basilicata. E sono stati coordinati da Emmanuele Curti, docente al Birkbeck College dell´Università di Londra, attualmente in Italia per il progetto ministeriale del "Rientro dei cervelli". «Si tratta di una scoperta di enorme interesse - spiega il professor Curti -, e non solo per l´individuazione e la ridatazione delle varie fasi di vita di questa area. Scopo del progetto è quello di comprendere il sistema generale, e quindi la relazione tra spazi pubblici e privati di questo cruciale settore della città. Importante proprio perché posto a metà strada tra l´area pubblica più importante, il Foro, e quella esterna di Porta Marina, spazio che riteniamo interessato dalla possibile presenza di bacini portuali».
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