sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
9 Giugno 2004 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Il restauro dell'altare di Pergamo restituisce al mondo antiche sculture
tempo di lettura previsto 2 min. circa

BERLINO – Dopo un decennio di pulizie instancabili, il Museo di Pergamo a Berlino ha svelato il fregio di marmo restaurato dell´Altare di Pergamo, II secolo a.C., pezzo centrale della sua collezione. Il fregio - della lunghezza di 371 piedi - decorava la parete esterna dell´altare, costruito tra il 197 ed il 156 a.C. nella Turchia del momento presente. Un ingegnere tedesco aveva scoperto frammenti del fregio, che fu portato via ed incorporato nelle pareti di una fortezza nel 1864.

Il bassorilievo raffigura scene mitologiche di dei che combattono contro giganti, leoni ruggenti, e serpi all´attacco, con i corpi muscolosi di Artemide, Zeus e Atena avvolti in drappi di tessuto delicatamente scolpiti.

"L´altare di Pergamo non è mai stato così bello" ha dichiarato il direttore di antichità del Museo, Gertrud Platz.. Il restauro ha avuto un costo di 2, 8 milioni di dollari.

Il Museo di Pergamo è stato completato nel 1930, con il fregio come pezzo centrale. Per il tempo in cui Berlino ed il suo museo furono riunificati, nel 1990, "ci è stato chiaro che il restauro dell´altare fosse necessario" ha aggiunto Platz.

Nel 1993, il museo delle Belle Arti di San Francisco ed il Metropolitan Museum di New York hanno offerto i fondi per iniziare le operazioni.

Il pannello di marmo, che pesa approssimativamente 2.5 tonnellate ed è alto 7 piedi, è stato accuratamente esaminato da commissioni di esperti; parti del fregio sono state immerse in bagni di acqua per rimuovere lo sporco superficiale.

Larghe parti sono state spostate a mezzo di gru, ed ogni frammento è stato gentilmente pulito con spazzole della dimensione di spazzolini da denti, ha dichiarato Silvano Bartolin, che ha guidato le operazioni di restauro. I pannelli sono stati poi riassemblati su un nuovo sfondo di calcare grigio pallido.

L´ingegnere Carl Humann scoprì il fregio nel 1864 ed iniziò lo scavo al sito nel 1878. Con il consenso del governo turco, la scultura fu trasportata in Germania, dove fu riassemblata nel corso di 20 anni.

Nel corso della II Guerra Mondiale fu custodito in un bunker, quindi trasportato in Unione Sovietica, dove rimase fino a che non fu riportato in Germania nel 1958.

La Turchia non ne ha mai richiesto la restituzione.

TAG: Musei, Restauri