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3 Giugno 2004 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Scoperta sotto il mare di Alessandria
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Un gruppo di ricerca del Centro Studi di Alessandria ha recentemente trovato pezzi di granito rosa appartenenti alla sezione inferiore della statua di Iside trovata quattro anni or sono - sott´acqua - nelle vicinanze della Cittadella di Qaitbay ad Alessandria.

I pezzi rappresentano le gambe e le caviglie della statua.

Il gruppo ha trovato anche parte di una grande stele di granito con incise leggi fiscali emanate al tempo dei Tolomei. La parte centrale del pannello era stata recuperata dal fondo del mare pochi anni or sono.

Ma la più importante delle scoperte recenti è rappresentata da imponenti massi di granito, uno dei quali del peso di 15 tonnellate, trovati 10 metri sott´acqua.

I pezzi sembrano essere i resti dell´antico faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo.

Zahi Hawass, Segretario Generale del Supremo Consiglio di Antichità, ha dichiarato che il faro fu costruito da Sostratos al tempo dei Tolomei (285-246 a.C.) Il re volle che il suo nome fosse inciso su esso in riconoscimento del suo sforzo. E´ stato stimato che i costi di costruzione del faro si aggirarono attorno alle 2, 000 sterline dei tempi moderni.

La pietra utilizzata fu prelevata dalle cave di Al Max; fu poi ornato di marmo e bronzo. Si ritiene che le pietre non fossero unite le une alle altre con la calce, ma mediante piombo fuso.

Per quanto attiene alla reale struttura del faro, Hawass ha dichiarato che aveva la forma di otto torri degradanti dalla più grande alla più piccola. Il piano terra si trovava a 60 metri di altezza, ed aveva ampie finestre e 300 sale destinate ai macchinari e residenza per gli operai.

Sulla parte superiore, si trovava un´ampia sala, nella quale un fuoco di legna era mantenuto acceso per tutta la notte, e quindi emetteva fumo nel corso del giorno.

Il faro era dotato di un ampio specchio, che secondo il mito, rifletteva la luce per sulla città intera.

Lo specchio ed il braciere sulla cima creavano la maggiore quantità di luce mai prodotta da un faro, che in questo modo influenzò gli antichi nello studio dell´uso delle lenti.

Secondo Hawass, il faro funzionò fino alla conquista araba nel 641 d.C.

Nel 673 Hajira, Re Berbero, visitò Alessandria e ordinò che fosse restaurato. Costruì una moschea sulla sua parte superiore.

Nell´880 anche Hajira Ibn Thlon richiese il restauro.

Nel 1100 un forte terremoto colpì Alessandria, ed il faro crollò, salvo il basamento quadrato.

Il terremoto che si verificò nel XIV secolo distrusse la parte rimanente.

Nel 1580, il Sultano Qaitbay stabilì la cittadella che reca il suo nome, nell´esatto sito del faro.

Il faro scomparve per sempre, quindi, ma di esso rimane una miniatura trovata ad Abu Sir a Mariut che si trova ancora presso il Museo greco-romano.