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18 Maggio 2004 ARCHEOLOGIA
Il Messaggero
Quel muro romano di cui nessuno si occupa
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Wolfgang Goethe nel suo "Viaggio in Italia" lo vide traboccante d'aranci e ne rimase colpito per la sua rara bellezza. Teodoro Mommsen lo definì "un raro esempio di confine di ottimo reticolato di età augustea". Il muro romano di età augustea lungo l'Appia verso Itri, oggi, difficilmente susciterebbe meraviglia nei viaggiatori ma solo a causa della insensibilità di chi dovrebbe custodirlo come una reliquia di altissima civiltà.

Il muro, infatti, è ricoperto di erbe che nascono dagli interstizi del reticolato perfetto ed assalito dalla vegetazione della base. Va detto che spesso la folta flora, che tenta di avvolgere l'antica recinzione dell'orto "Varroniano" lunga 120 metri ed alta 2 metri e mezzo, veniva ripulita metodicamente dal titolare di un'azienda d'arredamenti, Luigi Trani, situata di fronte all'"opera d'arte". Un´azione di volontariato di un amante dell´arte che soffre alla vista di tanta incuria.Ma siccome siamo di fronte ad un vero e proprio reperto archeologico, questo meriterebbe attenzioni pubbliche e cure più assidue. E perché no, una illuminazione adeguata che ne possa esaltare la particolarità anche di notte. Le erbe stanno coprendo anche gli incavi nei quali erano infisse le enormi lettere di bronzo, asportate dai francesi di Gioacchino Murat nel 1799. Come stanno degradando il maestoso portale a bugne del 1500, dal quale furono portati via i due rilievi marmorei con le insegne del cardinale Soderini. Sarebbe eccessivo dire che la vegetazione, come dice qualcuno, ne sta minando la staticità. Con i suoi quasi ventuno secoli di vita (il Mommsen lo data all'80-50 a.C.) ha resistito a ben altro. Anche ai tentativi di abbattimento per dare più "aria" e spazio alle lottizzazioni che sono nate al suo interno.In una città dove i reperti archeologici di pregio, come il ponte romano di Ponte Selce, vengono "accuratamente" occultati o cancellati per sempre, come la "firma" di Cristoforo Scacco sul portale di S. Domenico, forse il muro "Varroniano" potrà salvarsi solo con la cura e la passione di un cittadino, che lo ammira ogni giorno dal suo negozio.